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venerdì, 16 novembre 2018

«Dovevano andare in Trentino poi quell’offerta presa al volo»

Paolo Verzini e Federica Baltieri in un momento felice al mare

Solare, responsabile, ordinata e soprattutto piena di passione per il lavoro che svolgeva, con un sorriso sulle labbra pronto a esplodere in una battuta o in una risata con ogni cliente. È così che ricordano Federica Baltieri al bar Lo Stuzzichino delle Stelle di via Roveggia, in Zai, dove lavorava la veronese di soli 28 anni che ha perso la vita insieme con il fidanzato Paolo Verzini domenica pomeriggio a bordo di un quad noleggiato a Rodi, isola greca del Dodecaneso e famosa per le località balneari. Da ieri Federica, che viveva a Caldiero, nella frazione di Caldierino, con il fidanzato Paolo Verzini appassionato rallysta, avrebbe finalmente avuto un contratto a tempo indeterminato. Un risultato più che meritato dopo due anni e mezzo dietro il bancone e tra i tavolini del locale di Borgo Roma, in cui con la sua risata e la sua impeccabile precisione Federica incantava tutti. «Venerdì ho salutato Federica dicendole di riposarsi in vacanza anche per me», dice con gli occhi lucidi Silvia Stella, titolare del bar insieme alla sorella Francesca. «Non avrei mai pensato che il suo riposo fosse destinato a diventare d’un tratto eterno. Era arrivata in Grecia sabato pomeriggio quasi per caso, con una soluzione last minute che ha rimpiazzato la scelta originaria di andare in Trentino, e ora non la rivedremo più. E pensare che con il nuovo contratto aveva già in mente di attivare un mutuo per comprare casa insieme Paolo, con cui stava ormai da dieci anni». L’atmosfera nel locale di via Roveggia ieri era intrisa di dolore. Le lacrime trattenute a stento dalle due sorelle, da domenica hanno rigato i volti di parecchi clienti abituali. La giovane era benvoluta da tutti. «La famiglia di Federica è stata avvisata domenica del tragico evento. A quanto pare i fidanzati hanno perso il controllo del quad noleggiato che è andato contro un pick up in un frontale che si è rivelato subito fatale. Ora bisognerà attendere le salme e abbiamo già previsto di chiudere il locale nel giorno del funerale». La sorella di Federica, Luisa, di qualche anno più giovane, è partita ieri sera per Rodi insieme al suo ragazzo per affrontare le pratiche burocratiche per il rientro delle salme e probabilmente il rito funebre si terrà la settimana prossima. «Mi sembra ancora di sentire quell’“Ola” di saluto pronunciato da Federica appena metteva piede nel bar, e la sua voce squillante con cui diceva “ottimo” o “perfetto” in maniera insistente, per prendermi un po’ in giro. E ancora il suo modo unico di imitare alcuni clienti dalla parlata strana, o la sua estrema paura per i cani, tanto che se ne arrivava qualcuno nel locale chiedeva a me di servirne i padroni», dice Silvia, che quando ha saputo del tragico evento, comunicatole al telefono, si è sentita male. La giovane, originaria di San Mauro in Saline aveva studiato alla scuola alberghiera ed era un’amante della montagna. Coniugava le due cose con ricette appetitose a base di funghi, che raccoglieva personalmente e conosceva alla perfezione. Conclude la titolare, Silvia: «Spesso cucinava zuppe e le scritte dei menu sulle lavagnette appese dietro il banco le ha fatte tutte lei. Nei mesi scorsi, dopo che nostro padre ha avuto una serie di ictus e abbiamo dovuto seguirlo in ospedale, Federica ha praticamente portato avanti l’attività da sola. Ma non era soltanto una dipendente, per noi era ormai una vera amica. Ora non riesco a immaginare nessun’altra persona dietro il bancone». • © RIPRODUZIONE RISERVATA