CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

20.01.2018

«Togliere le imposte su rampe e pedane»

La campionessa paralimpica Sofia Righetti in piazza Bra
La campionessa paralimpica Sofia Righetti in piazza Bra

Nei giorni scorsi era stata la campionessa paralimpica Sofia Righetti a denunciare i disagi per i disabili a causa del guasto all’ascensore per accedere ai servizi igienici di piazza Bra. Ora sono il capogruppo in Comune di Verona Civica, Tommaso Ferrari, e la consigliera regionale del Pd Orietta Salemi, a chiedere un «impegno concreto per una città davvero accessibile». Un impegno per l’abbattimento delle barriere architettoniche che passa anche attraverso l’abolizione del canone sull’occupazione di suolo pubblico per l’installazione di pedane e rampe e lo stanziamento di adeguati fondi regionali. Le proposte sono state illustrate ieri a Palazzo Barbieri. «Chiederemo al Comune, da un lato», fa sapere Ferrari, «di togliere le tasse a chi installa pedane e altri mezzi per facilitare il passaggio, dall’altro un impegno più generale verso la Regione perché proceda a rifinanziare i fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche». Un appello rilanciato dalla consigliera regionale Salemi: «Nell’ultimo bilancio della Regione ho chiesto, attraverso un emendamento, un milione di euro per il rifinanziamento della legge regionale 16/2007 in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, ma la Giunta Zaia e il Consiglio regionale hanno detto di no, ma sono i Comuni veneti a chiedere che questo fondo venga nuovamente rifinanziato». A dare manforte a Ferrari e Salemi è intervenuta Alessia Bottone, giornalista e autrice del documentario-inchiesta “Vorrei ma non posso”. Il video individua molte delle barriere architettoniche con le quali si confrontano i turisti e i residenti con disabilità spesso esclusi da negozi e ristoranti a causa della quasi totale assenza di pedane di accesso. «A Verona, a differenza delle altre città venete», afferma l’autrice, «il regolamento per l’occupazione di spazi e aree pubbliche non contempla, tra le esenzioni, le rampe permanenti all’ingresso degli edifici privati aperti al pubblico. Un commerciante che decide di dotarsi di una rampa deve così pagare il canone, con una tariffa che può arrivare a tremila euro l’anno. Un altro tema», aggiunge, «è la piena fruibilità degli spazi per le persone con disabilità visiva. Un esempio è la linea 22 del trasporto urbano, l’unica dotata di un altoparlante per segnalare l’arrivo del mezzo, strumento imprescindibile per i non vedenti». • E.S..

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1