Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.
mercoledì, 19 settembre 2018

Colonna napoleonica della Bra Il capomastro non fu pagato

La colonna di epoca napoleonica danneggiata sul Liston e imbragata in attesa di restauro MARCHIORI

La colonna in pietra danneggiata nei giorni scorsi in piazza Bra è ancora imbragata e al suo posto. Colpito da un camioncino in manovra, il manufatto è stato finora spesso ignorato dai passanti e persino le guide turistiche non ci hanno mai dato particolare attenzione. Continuano le indagini della polizia municipale per individuare il responsabile del danno, provocato tra le 5 e le 7 durante operazioni di carico e scarico merci. Ora che la sua presenza spicca per il mini cantiere di protezione che gli è stato imbastito intorno, abbiamo cercato di scoprirne un po’ la storia. La colonna è stata realizzata nel 1808, nel pieno della municipalità napoleonica, per segnare, insieme alla gemella corrispondente sul lato tra via Mazzini e via Oberdan, l’area lastricata nel frattempo ampliata. Maddalena Basso, storica dell’architettura e autrice di un’indagine sulle pavimentazioni della città nell’Ottocento ha ritrovato infatti, in un fondo della congregazione municipale all’archivio di Stato, l’annotazione di un capomastro che lamentava di non essere stato pagato per l’ampliamento dell’area lastricata del Liston e per la realizzazione di due colonne. «Nel periodo napoleonico a Verona, come in altre città, c’era grande attenzione per il decoro urbano, e la pavimentazione lastricata è stata ampliata di un metro e mezzo rispetto a quella che attualmente ospita i plateatici e che risale all’epoca veneziana», spiega l’esperta. Che precisa: «Al capomastro, tale Magiotto detto Mondo, probabilmente non deve essere andata molto bene, visto che la risposta che ricevette quando batté cassa chiedendo il saldo per l’allargamento del Listone, l’impianto profili e l’innalzamento di due colonne, fu che siccome nessuno aveva sorvegliato i lavori non si poteva essere certi che fossero stati eseguiti a regola d’arte». Le due colonne ai due lati della Bra sono però rimaste al loro posto, come una sorta di segnacoli per distinguere la superficie in marmo da quella in terra battuta che ricopriva il resto della piazza. Il ciottolato in sassi di fiume che ricopre il vallo dell’Arena è arrivato infatti dopo, nel 1840, e per la posa dei sampietrini si è dovuto ulteriormente attendere fino al Novecento inoltrato. •