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14.06.2018

Cantiere «congelato», disagi nelle vie

Il cantiere fermo allo Stadio
Il cantiere fermo allo Stadio

Il progetto di quei nuovi palazzoni allo Stadio aveva acceso la bagarre nel consiglio della terza circoscrizione. Poi, a cantiere partito, i cittadini della zona erano scesi in piazza, unendosi alla protesta organizzata dal Pd. Fatta inutilmente anche una raccolta di firme per cercare di stoppare i lavori. Correva l’anno 2015. Ma ora, i lavori, sembrano essersi fermati… da soli. Sì, perché nel cantiere privato tra le vie Verga e Cristofoli, dov’è prevista la costruzione di sette grandi condomini, di cui uno solo già realizzato, non si vedono più operai in azione. Da otto mesi. Ma non è tanto l’epilogo “tragicomico” a fare imbestialire i residenti del circondario, che le avevano tentate tutte contro la nuova edificazione, quanto il fatto che l’area di intervento invade parzialmente la strada, rendendo necessaria una fastidiosa modifica viabilistica e sottraendo stalli auto. Per niente, visto che il cantiere è fermo. «La situazione è allucinante», commenta il consigliere comunale Federico Benini (Pd), che insieme ad altri esponenti dell’opposizione comunale era stato anima delle proteste tre anni fa. «Dei sette palazzoni, voluti dall’ex vice sindaco Giacino, contro i quali come Pd ci eravamo sempre opposti, in quanto andavano a eliminare l’ultima area verde rimasta nel quartiere Stadio, solo uno finora è stato costruito. Il resto del cantiere è fermo da ben otto mesi. Nel frattempo, la montagna di terra accumulata a margine dell’area ostacola la viabilità, mentre si accumulano vegetazione incolta, sporcizia e rifiuti, terreno fertile per la proliferazione dei ratti sempre più numerosi». Non solo. Benini ricorda che «le opere viabilistiche di compensazione, pur minimali, consistenti in una strada di collegamento, qualche aiuola, e un tratto di marciapiede tra via Verga e via Negrelli, sono rimaste bloccate per mesi a causa di un palo dell’Agsm. Finalmente, lo scorso gennaio il palo è stato rimosso, anche grazie a un mio intervento. Ma sul più bello, ci si è accorti che il permesso di costruire in mano alla ditta era scaduto». «Da me interpellati», continua il consigliere, «gli uffici comunali assicurano che la ditta responsabile non ha ancora presentato alcuna richiesta di proroga o di rinnovo del permesso, e appena lo facesse dovrebbero trascorrere ulteriori 30 giorni per avere i necessari riscontri. Questo significa che la situazione di criticità si prolungherà, aggravandosi ulteriormente, per tutta l’estate, rendendo invivibile l’area sia ai vecchi abitanti che ai nuovi: l’unica palazzina completata è infatti già abitata». Benini conclude con un appello all’amministrazione comunale: «Delle due l’una: o i lavori riprendono celermente o si dovrà ripristinare al più presto il precedente stato viabilistico e igienico-sanitario». •

L.Co.
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