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15.12.2018

«SìTav» in piazza
«Stop impensabile
alle infrastrutture»

Prima manifestazione pubblica oggi a Verona del Comitato Veneto Sì Tav, sceso in piazza per chiedere al governo di agire per la crescita e lo sviluppo. Sono 20 le sigle che hanno aderito alla manifestazione, realtà provenienti da diverse province della regione.

 

«Rappresentano un vero record - ha sottolineato Germano Zanini, portavoce del Comitato - è infatti la prima volta che associazioni delle imprese e sindacati alzano la voce insieme per chiedere al governo infrastrutture e creare le condizioni per creare occupazione e valore». Alla manifestazione in piazza Bra sono intervenuti molti parlamentari, non solo dell’opposizione (dal Pd all’ex ministro forzista Mariastella Gelmini) ma anche dell’attuale governo, sponda Lega.

 

In prima fila anche Mino Giachino, ex sottosegretario ai trasporti, capofila del movimento che a Torino lo scorso novembre ha portato in piazza oltre 30mila persone a sostegno della Tav. «Il Veneto - ha spiegato - è caratterizzato da un tessuto particolarmente fitto di piccole e medie imprese che hanno necessità di collegamenti efficienti per poter crescere. Dal punto di vista delle infrastrutture la regione ha molte grandi opere in corso (Pedemontana, Linea AV Milano- Verona e Verona-Venezia, Alta Capacità Verona-Brennero) ma con elevato rischio di rallentamento o riduzione dei lavori. È indispensabile intervenire subito per migliorare i collegamenti sia interni sia verso l’Europa».

 

Una iniziativa sostenuta da associazioni di categoria e organizzazioni datoriali, dai sindacati, da enti e ordini professionali. «Non si possono sospendere infrastrutture indispensabili per un paese moderno che vuole andare avanti - ha dichiarato Giordano Veronesi, del colosso agroalimentare Veronesi-Aia -, come imprenditore mi meraviglio che il paese si sia fermato, che ci sia gente che vuole tornare indietro. Il mondo corre e tutti questi no bloccano lo sviluppo, in tutti i sensi». «Il contratto di governo - ha evidenziato Zanini - prevede che l’Italia diventi la "Piattaforma logistica del Mediterraneo". Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile saper intercettare e organizzare i flussi di merci e persone destinati o di passaggio in Italia, per aggiungere lavorazioni e creare occupazione». «Oggi - ha concluso - la nostra regione vanta un export del valore di 25 miliardi di euro e rappresenta il terzo pilastro del prodotto interno lordo nazionale».

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