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15.02.2013

«Qui saranno sepolti i vescovi della città»

Il vescovo Giuseppe Zenti benedice la nuova cripta sotto il presbiterio della Cattedrale
Il vescovo Giuseppe Zenti benedice la nuova cripta sotto il presbiterio della Cattedrale

Verona. «Abbiamo pensato al futuro, in modo da garantire la sepoltura dei vescovi di Verona per una lunga serie di secoli, ovviando all'inconveniente di andare in cerca di un luogo appropriato ad ogni morte e a quello di una dispersione della loro memoria. Abbiamo pensato a questo luogo come ad un sacrario o ad un simbolo memoriale, quasi un ceppo dell'apostolicità trapiantata nella Chiesa di Verona». Il vescovo Giuseppe Zenti ha presentato così la nuova cripta memoriale dei vescovi veronesi al clero: oltre 200 sacerdoti riuniti ieri mattina in Duomo per un ritiro spirituale in occasione dell'inizio della quaresima. Davanti a loro il vertice della diocesi ha inaugurato e benedetto l'opera dove, in futuro, troveranno posto «le spoglie di 84 vescovi della città, coprendo quasi un millennio». Proprio davanti a loro, ai sacerdoti, perché «i vescovi sono inseparabili da tutto il presbiterio», ha sottolineato Zenti». Alla cripta si accede dalla prima cappella a destra dell'altare, fatta costruire nel Quattrocento dall'allora vescovo Guido Memo e dedicata al Santissimo Sacramento. Da qui una doppia scala a chiocciola conduce di sotto, dove l'archietto Marco Molon, che ha guidato i lavori iniziati nel maggio del 2012 ed eseguiti dalla ditta Fraccaroli, ha pensato a dodici loculi e sei semiloculi realizzati in marmo di Verona. All'ingresso, due bassorilievi in bronzo di Josef Herman Rungaldier. «Lo spunto è partito dal vescovo Zenti», racconta monsignor Antonio Finardi, parroco della cattedrale. «Nel 2004 abbiamo aperto la tomba esistente per seppellire il vescovo Giuseppe Amari e abbiamo scoperto una struttura non solo inadeguata, ma indegna per la sepoltura dei vescovi. Un semplice ripristino non sarebbe bastato». La cripta ospita già le spoglie ritrovate durante gli scavi di Guido Memo (vescovo dal 1409 al 1438), Pietro Leoni (1691-1697), Francesco Trevisani (1725-1732), Giovanni Morosini (1772-1789), Giuseppe Grasser (1828-1839) e di tre vescovi «moderni»: Girolamo Cardinale (1923-1954), Giuseppe Carraro (1958-1978) e monsignor Giuseppe Amari (1978-1992). Sulla parete d'ingresso è riportato anche l'elenco di tutti i 130 vescovi veronesi a partire da Euprepio, nel III secolo, mentre di San Zeno, ottavo vescovo e patrono della città, sarà esposta in una nicchia della cripta la reliquia dell'osso ioide, sotto un bassorilievo in bronzo del Cristo Risorto. Il memoriale sarà aperto ai fedeli, che potranno soffermarsi in preghiera e meditazione grazie anche a delle sedie che saranno collocate insieme agli ultimi arredi sacri, garantisce monsignor Finardi, entro Pasqua. «Vorremmo che chi vi si reca renda grazie per questa concatenazione di ben 130 vescovi a Verona», ha aggiunto Zenti prima di scendere nella cripta per la benedizione. L'opera non avrà solo finalità funzionali ma anche di catechesi: «Non solo la tomba dei vescovi di Verona, ma quel memoriale dei vescovi veronesi che ce li fa sentire tutti più vicini. Più nostri padri della fede. Richiamo forte e paterno, rivolto all'intera nostra Chiesa, a proseguire, con rinnovato slancio missionario, nel solco della tradizione di fede da essi tracciato». I fedeli potranno visitare la nuova cripta memoriale al termine delle messe di domani e domenica.

Elisa Pasetto
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