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11.01.2017

Profughi e proteste
Vertice in prefettura:
ostello «promosso»

Alcuni ospiti nel cortile dell’ostello della gioventù
Alcuni ospiti nel cortile dell’ostello della gioventù

Lorenzo Scarsini l’aveva detto: la prefettura ci rinnovi la fiducia, altrimenti siamo pronti a chiudere. Una dichiarazione che aveva rilasciato dopo le pesanti critiche rivolte alla sua associazione, in primis dal sindaco Flavio Tosi, sulla gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo.

E al presidente del Centro di cooperazione giovanile internazionale - che gestisce l’ostello della gioventù di Villa Francescatti e l’ex convento di Santa Chiara, a Veronetta, che dal 2011 ospitano complessivamente 92 richiedenti asilo - il prefetto Salvatore Mulas e il viceprefetto Alessandro Tortorella ieri la fiducia l’hanno rinnovata. Con una promozione a pieni voti. Nell’ispezione all’ostello e a Santa Chiara da parte della prefettura non sono infatti emerse situazioni particolari di inefficienze e criticità. Nessun rilievo è stato quindi sollevato. Alla richiesta di continuare la collaborazione Scarsini ha risposto riservandosi di sottoporre la questione giovedì in consiglio di amministrazione.

«Nella gestione del servizio non abbiamo trovato nulla da eccepire, c’è solo da fare qualche aggiustamento» sottolinea Tortorella. Che ricorda come «agli inizi si è dovuto insistere con i responsabili dell’associazione affinché sottoscrivessero la convenzione poiché si erano resi disponibili per puro spirito di volontariato, senza voler ricevere fondi dallo Stato, ma questa sarebbe stata un’anomalia».

Nell’ispezione si è appurato, inoltre, che «nessun profugo è costretto a ciondolare in strada, poiché nell’ostello vengono chiuse le camere ma non gli spazi comuni». La prefettura ha poi ricordato gli elogi del sottosegretario Manzione in visita alla struttura e i progetti di utilità sociale avviati su base volontaria. Tutte buoni motivi, ha sottolineato il prefetto, per auspicare una «continuità» nel rapporto.

«I criteri di base», evidenzia Tortorella, «sono il rispetto delle regole, la condivisione e la mediazione». E nei prossimi giorni, il prefetto incontrerà tutti i sindaci del Veronese per chiedere loro di condividere e programmare un percorso di accoglienza nei territori. L’ex convento di Santa Chiara, nell’ultima settimana si era trovata nell’occhio del ciclone; lì infatti risiede il gruppo di profughi che per primo ha dato vita alle proteste in strada, il 3 gennaio, poi proseguite con lo sciopero della fame e l’occupazione delle camerate, che continua tuttora. Dopo alcune settimane di tensione era arrivata la clamorosa decisione di Scarsini: riunire il consiglio di amministrazione del Centro di cooperazione e sottoporre ai membri la decisione di non rinnovare la convenzione con la Prefettura, scaduta il 31 dicembre.

L’incontro di ieri nel palazzo di via Santa Maria Antica è stato lungo e all’uscita il direttore non ha voluto fare dichiarazioni, un atteggiamento di riserbo giustificato dal fatto che per il momento non si è arrivati a una soluzione definitiva. Le sensazioni, tuttavia, sono positive. La pausa di riflessione servirà a valutare a fondo la situazione e dare modo al cda del Centro di cooperazione di esprimersi. Se darà luce verde è previsto un ulteriore incontro in prefettura per decidere alcuni «aggiustamenti operativi» al progetto di accoglienza.

Enrico Santi Laura Perina
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