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28.01.2012

Palloncini e sassi per i piccoli ebrei

I sassi deposti ai piedi del monumento dedicato a Sergio De Simone
I sassi deposti ai piedi del monumento dedicato a Sergio De Simone

Nella Giornata della Memoria a Golosine, nel parco di via Po, con una cerimonia istituzionale sono stati ricordati i 20 bambini ebrei, di varia nazionalità, deportati e poi uccisi il 20 aprile 1945 nella scuola amburghese di Bullenhuser Damm dai nazisti che prima li avevano usati come cavie nel lager di Neuengamme per esperimenti sulla tubercolosi. Tra questi giovani innocenti (10 maschi e 10 femmine, di età compresa tra i 4 ed i 12 anni) vi era anche un italiano, il napoletano Sergio De Simone, di 7 anni, al quale è dedicato il monumento. Qui, vicino alle stele, si è svolto il rito civile commemorativo organizzato dalla quarta circoscrizione e animato dalle classi quinte delle scuole primarie di Golosine e Santa Lucia: Lenotti, D'Azeglio, Ciliegi, Virgo Carmeli, Frattini, Sei Maggio e Salgari. Sono intervenuti il presidente della quarta circoscrizione, Giuseppe Simone, ed il dirigente scolastico degli Istituti comprensivi 5 e 12, Raffaele Piccinato. Hanno partecipato all'evento le locali associazioni d'arma: gli Alpini di Golosine e di Santa Lucia Quartiere Indipendenza, la sezione Artiglieri di Santa Lucia e l'associazione Caduti e dispersi in guerra. L'Arma dei carabinieri era rappresentata dal comandante di San Massimo, Garofalo, e dal tenente Mariano. All'anniversario anche una delegazione di vigili. «Dobbiamo collaborare e costruire una società fondata sui veri valori della solidarietà e dell'uguaglianza; non ci devono più essere eccidi e barbarie», ha detto Simone. Il dirigente scolastico Piccinato, nel sottolineare agli scolari l'importanza del rispetto reciproco e la necessità di conoscere cosa è successo nel passato, ha affermato: «Ciò che è accaduto deve essere di monito a tutti noi». Una corona d'alloro è stata deposta, dalle autorità e dagli alunni, accanto al monumento. Poi, sono stati letti brani e poesie di Primo Levi («Considerate se questo è un uomo… meditate che questo è stato…») e di Gianni Rodari («Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, la guerra»). Gli studenti hanno intonato la canzone «Auschwitz» di Guccini («Son morto con altri cento, son morto ch'ero bambino, passato per il camino, e adesso sono nel vento…»). Quindi, hanno scandito ad alta voce i nomi dei 20 bambini di Bullenhuser Damm e liberato in cielo 20 palloncini bianchi. Ai piedi della stele in memoria di De Simone, ogni scolaro ha lasciato un disegno ed un sassolino colorato alla maniera ebraica. La siepe che circonda il monumento è stata ornata di rose bianche di carta, un riferimento al roseto bianco piantato sul luogo del crudele massacro. Per non dimenticare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Scipolo
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