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08.03.2018 Tags: Arena , anfiteatro , agsm , Comune di Verona , Federico Sboarina , Michele Croce , Luca Zanotto , Edi Maria Neri

Nuova cabina
elettrica per l'Arena
Anfiteatro più sicuro

Nuova cabina elettrica per l'Arena
Nuova cabina elettrica per l'Arena

È stata inaugurata questa mattina la nuova cabina di trasformazione di energia elettrica a uso dell’anfiteatro Arena, collocata sotto parte della gradinata di Palazzo Barbieri.

 

Presenti il sindaco Federico Sboarina, gli assessori ai Lavori pubblici Luca Zanotto e al Patrimonio Edi Maria Neri, il presidente di Agsm Michele Croce con il Direttore Area Lavori ingegner Alberto Spada, il direttore operativo della Fondazione Arena Gianfranco De Cesaris e il conservatore dell’Arena ingegner Sergio Menon. L’intervento, a costo zero per il Comune, è stato realizzato da Agsm attraverso la formula del contratto di sponsorizzazione che ha previsto, in cambio dei lavori, l’intitolazione del palazzetto dello Sport ad Agsm per i prossimi 9 anni. L’importo complessivo dei lavori è di circa 2 milioni di euro.

 

«Un passaggio epocale sulla sicurezza del nostro monumento e delle centinaia di migliaia di persone che assistono all’opera e ai concerti», ha dichiarato il sindaco Sboarina. «La nuova centrale elettrica che presentiamo oggi è il primo passo per la ristrutturazione completa dell’anfiteatro, con un cronoprogramma di interventi che nei prossimi anni si susseguiranno da ottobre a marzo. Finalmente, i concerti extra lirica in Arena potranno svolgersi senza i tir per la generazione di energia che si posizionavano a ridosso dell’Anfiteatro stesso. Un’evoluzione tecnologica con effetti positivi anche sulla riduzione di inquinamento atmosferico e acustico, oltre che sull’impatto visivo. Un servizio a supporto inoltre dell’attività della Fondazione Arena, chiamata ora a gestire direttamente l’extra lirica”.

 

Il nuovo impianto sostituisce la vecchia cabina di trasformazione, in corrispondenza dell’arcovolo 50, non più idonea nei contenuti tecnologici, con vecchi fili elettrici degli anni Cinquanta, critica per gli aspetti della sicurezza e non in grado di far fronte ai carichi energetici richiesti dagli spettacoli di extra lirica. Di qui la necessità di sopperire con generatori mobili, posizionati di volta in volta all’esterno dell’anfiteatro. Questa nuova cabina può contare anche su un sistema di controllo da remoto e di un quinto trasformatore di soccorso, scongiurando così l’utilizzo di gruppi elettrogeni aggiuntivi che sono inquinanti sia sotto l’aspetto acustico che della qualità dell’aria. 

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