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13.02.2017 Tags: PADOVA , Operazione Dia in Veneto, arresti

'Ndrangheta
Arrestati a Verona
tre capibanda

Una fase degli arresti
Una fase degli arresti

È stata anche la collaborazione di un pentito calabrese della ’ndrangheta ad aver permesso di far scattare stamane l’operazione «Valpolicella» con un bilancio di tre arresti, 36 indagati e 14 perquisizioni tra Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. In particolare, le città in cui sono stati effettuati gli interventi sono Venezia, Verona, Vicenza, Cremona, Reggio Emilia, Bologna e Catanzaro. I reati contestati sono, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, estorsione, rapina, usura e frode fiscale.

 

La banda, secondo la ricostruzione del Procuratore reggente di Venezia Adelchi d’Ippolito, faceva capo a tre persone, due uomini di origini crotonesi ma residenti nel veronese, di 42 e 24 anni, e una donna serba di 34 anni, moglie di uno dei due. I due erano titolari di aziende del settore edile del veronese che, attraverso sovrafatturazioni e l’aiuto, più o meno volontario, di altri imprenditori, riuscivano a riciclare i soldi frutto di attività illecite. Chi non accettava le regole del gioco veniva minacciato.

 

Nel corso delle perquisizioni la Dia di Padova ha recuperato una pistola 7.65 con 93 proiettili e vario denaro contante. Tra le persone individuate dagli investigatori dopo molti mesi di indagine, vi è un pregiudicato, segnalato come contiguo a personaggi affiliati alle cosche crotonesi Grande Aracri e Dragone, e altri uomini collegati alla ’ndrangheta, che operavano sempre nel settore edile.

 

AGGIORNAMENTO ORE 16

Gli arrestati sono Francesco Frontera, originario di Cutro (Crotone), 42 anni, domiciliato nel veronese e già in carcere a Bologna per l’operazione ’Aemilià e raggiunto quindi da una seconda ordinanza di custodia cautelare; la moglie Alexandra Dobricanovic, 34enne, ai domiciliari per ragioni familiari, e Carlo Scarriglia, 24 anni, residente a San Bonifacio (Verona)

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