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sabato, 22 settembre 2018

Muore in casa,
trovata 18 mesi dopo
È bufera sull'Agec

I carabinieri in via Tunisi

Il suo corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stato rinvenuto ieri sera dai vigili del fuoco e dai carabinieri attorno alle 19.

Ma la signora Cristina Frattini, 60 anni, era morta da un anno, almeno, forse quasi due.

Abitava al piano terra in una delle case popolari dell'Agec in via Tunisi, vicino all'ospedale di Borgo Roma. Da diversi mesi i vicini non la vedevano. E non c'era alcun parente che si preoccupasse per lei. 

Secondo i primi accertamenti il decesso è da attribuire a un malore. La morte, rilevano i militari, dovrebbe risalire ai mesi di gennaio-febbraio 2017, basandosi sul fatto che nella cassetta delle posta, completamente zeppa, c’erano bollette risalenti al dicembre 2016.

 

I residenti raccontano di aver chiesto ad Agec di controllare (QUI l'intervista a una dei vicini), ma non era mai stata fatta alcuna verifica all'interno dell'abitazione. Poi si era sparsa la voce che la sessantenne, che aveva avuto diversi problemi di salute, fosse ricoverata a Marzana.

Invece era morta nel suo letto, come hanno verificato i carabinieri del Radiomobile con l'ausilio dei pompieri, chiamati ad intervenire dopo le numerose richieste del vicinato.

 

E ora infuria la polemica su Agec.

Botta risposta fra il Comune e l'Azienda Gestione Edifici Comunali.

L'assessore agli Enti Daniele Polato attacca: «Quanto accaduto è inaudito, verificheremo le responsabilità e chi ha sbagliato pagherà».

Il presidente dell'Agec Roberto Niccolai dal canto suo afferma: «Attendo una relazione, non ero a conoscenza di questa situazione, anche se avevo già incontrato gli inquilini di via Tunisi»

Critiche all'operato di Agec da parte dei consiglieri di Quinta circoscrizione di Verona Civica e Pd.