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25.02.2011

Mezzo quartiere chiuso. Commercianti in rivolta


 Le transenne che delimitano l'area pericolosa. Molti negozianti hanno denunciato un calo di clienti
Le transenne che delimitano l'area pericolosa. Molti negozianti hanno denunciato un calo di clienti

Le transenne a sbarrare il passaggio su tre lati, dalla parte di via Mazzini, di via Cantore e all'inizio di via Alberto Mario, a pochi passi da piazza Bra. Una decina di commercianti, con i negozi nelle immediate vicinanze della pizzeria Cantore distrutta dalle fiamme, restano chiusi in gabbia. E subito sale l'ansia che il rogo, adesso, incenerisca anche gli incassi.
Sono passati appena due giorni dal terribile incendio che ha ridotto un palazzo di quattro piani in uno scheletro annerito, ma i commercianti percepiscono già un calo della propria clientela. Alle loro porte adesso bussa, più che altro, il timore di veder crollare le vendite per colpa delle strade chiuse, del cantiere da allestire nell'edificio bruciato e dei mezzi di intervento parcheggiati, per forza di cose, a ridosso delle vetrine. Proprio ora, con l'imminenza della stagione turistica.
E così, ieri mattina, c'è stata una riunione informale tra i titolari dei diversi esercizi, tra cui negozi d'abbigliamento, bar, bed & breakfast e un corniciaio. Ed è stata presa una decisione all'unanimità: insieme, si affideranno a un legale per rivalersi sui proprietari del palazzo. Al contempo, un drappello si è diretto a passi decisi verso palazzo Barbieri, per incontrare l'assessore Alessandro Montagna. I negozianti hanno esternato le loro preoccupazioni, chiedendo che le transenne vengano avvicinate il più possibile all'edifico coinvolto dal rogo, liberando porzioni di strada ieri ancora chiuse sia alle auto sia ai pedoni, con l'unica eccezione dei residenti a piedi. E poi i commercianti hanno pregato che i mezzi degli operatori non sostino più davanti alle loro vetrine, come ieri di prima mattina, se non in caso di estrema necessità. «Per una settimana occorrerà portare pazienza. Faccio conto di aver dovuto chiudere per malattia. Ma l'intervento di messa in sicurezza e di demolizione del palazzo si annuncia lunghissimo: non serve un esperto per capirlo. E chi ci ripagherà del danno economico?», commenta il titolare dello storico negozio di cornici in via Alberto Mario, tra i più vicini alla pizzeria divorata dalle fiamme. «Ci dispiace per i gestori del locale e i loro dipendenti, rimasti senza lavoro. Ma anche noi ora dobbiamo pensare a come tirare avanti».
«Per noi sarà quasi impossibile lavorare, d'ora in poi. I nostri negozi non sono stati coinvolti dalle fiamme in modo diretto, ma le ripercussioni sulle attività ci saranno lo stesso», aggiunge la commessa del vicino negozio d'abbigliamento.
«I problemi sono cominciati già questa mattina. Recandomi in Comune, mi sono imbattuta in alcune clienti che mi hanno rivelato di non essere passate in negozio proprio a causa della strada chiusa con le transenne. Come faremo?», si chiede un'altra negoziante.
L'assessore Montagna, che dopo aver ricevuto in Comune i rappresentanti degli esercenti, a metà mattina si è anche presentato sul luogo del rogo, ha avuto parole di rassicurazione: «I mezzi degli operatori, come per esempio quelli di Agsm, sono stati spostati subito dopo l'intervento, a seguito della segnalazione dei commercianti. Il Comune farà tutto ciò che è in suo potere per far liberare le strade il prima possibile. L'impegno c'è, quindi, ma è ovvio che lo svuotamento dell'edificio dalle macerie e le successive operazioni per la messa in sicurezza richiederanno del tempo».

Lorenza Costantino
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