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09.02.2018

Locali, associazioni, artisti: così parte la rigenerazione

I titolari della locanda Lo Speziale in via XX Settembre
I titolari della locanda Lo Speziale in via XX Settembre

Chiara Bazzanella Locali culturali, associazioni collettive che strizzano l’occhio a chi vuole vivere il quartiere in modo originale, gallerie fotografiche, percorsi turistici fuori dalle rotte comuni, e un generale attivismo che contribuisce a creare un contesto vivo di proficua rigenerazione urbana. Veronetta, il quartiere multietnico che confina con il cuore della città, quello più turistico e dalle mete ordinarie, negli ultimi anni si è trasformato in un punto di riferimento senza pari per i giovani universitari, e non solo. Il rione boicottato dai francesi nel periodo napoleonico e screditato negli anni passati come ricettacolo di malavita simile a un Bronx di casa nostra, rappresenta oggi sia per i veronesi che per i visitatori da fuori città un concreto esempio di una città in grado di mutare senza rinnegarsi, di impastare culture e tradizioni di tutto il mondo, salvaguardando la sua storia. Nello sforzo di smarcarsi da un degrado sempre più confinato e residuale. Le guide turistiche più “alternative” propongono percorsi alla scoperta di innesti tra passato e presente, comprendendo spazi di laboratori artistici e ritrovi culturali di ampio respiro. L'atelier di riuso creativo D-Hub nei giardini dell'ex liceo artistico Nani in via XX Settembre ha ridato dignità per lo meno agli esterni di Palazzo Bocca Trezza, puntando ad attirare artisti di strada e collaborazioni di solidarietà, partendo dal presupposto che la costruzione urbana, come quella relazionale, parta dall'identità di un quartiere. La locanda Lo Speziale, inaugurata un anno fa in via XX Settembre, abbina profumi esotici a zuppe e brasati, e ospita progetti artistici e brunch con l'autore. Nella sua cucina, inoltre, è partita l’idea di “condire” una mappa del rione, battezzata “Follow Mercutio”, in cui segnalare luoghi culturali e di interesse architettonico, laboratori di pittura e foto come le tre gallerie di via Carducci, circoli Arci di vecchia data tra cui il Cañara, il Malacarne e, in via Cantarane, il Pink, presidio di lesbiche e gay, o ancora realtà storiche esemplari come il Colorificio Dolci. Di recente in fondo a via San Nazaro ha aperto i battenti Albacaro, locale che propone l'atmosfera e i piatti tipici della tradizione veneziana rifacendosi ai bàcari, le osterie da vivere tra un bicchiere di vino e una chiacchiera. Nonostante l'infiltrazione di qualche franchising come il vegano Zazie di recente apertura, in un contesto invece refrattario all'omologazione, proliferano le proposte più originali e veraci, tanto che l'ormai noto ristorante libanese Tabulé in via Mazza sta aprendo un nuovo punto gastronomico nel quartiere. Il barbiere cingalese di C’era un volta in via San Nazaro è tra i più gettonati della città, mentre la gastronomia Terracotta in via Trezza si mostra sensibile alle mamme, con uno spazio in bottega riservato a chi allatta. Definita bohémien, popolare, originale o alternativa, Veronetta sa mettere in sintonia l'ateneo con la città dentro le mura, coltivando il dialogo tra Verona antica e quella contaminata da un'etnicità ben digerita e accolta. •

Chiara Bazzanella
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