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17.07.2017

La promessa degli alpini:
forza di pace e custodi di valori

Gli alpini con il tricolore al monumento ai caduti. Centinaia le penne nere presentiUn momento della messa celebrata dal vescovo ZentiI gagliardetti dei diversi gruppi Ana della provincia
Gli alpini con il tricolore al monumento ai caduti. Centinaia le penne nere presentiUn momento della messa celebrata dal vescovo ZentiI gagliardetti dei diversi gruppi Ana della provincia

Una giornata serena, con le cime dolomitiche del Brenta e quelle innevate dell’Adamello ben visibili, anche a occhi nudo, ha accolto il 46° pellegrinaggio dell’Associazione nazionale Alpini, sezione di Verona, a Passo Fittanze. È un appuntamento tradizionale di mezza estate al monumento che si trova sul luogo che segnava il vecchio confine con l’Austria e che porta in quota ogni anno delegazioni veronesi e trentine.

La sfilata è stata aperta dai cuscini su cui erano posati i cappelli alpini di Ivo Squaranti, consigliere di zona per la Valpantena e Lessinia, e Pietro Tosoni, consigliere del gruppo di Erbezzo, due alpini che non mancavano mai, sia per impegno personale che nelle attività dei rispettivi gruppi e che «sono andati avanti», come gli alpini parlano degli amici morti.

La messa, celebrata dal vescovo monsignor Giuseppe Zenti, con il cappellano sezionale don Rino Massella, il segretario don Nicola e don Lino Poffe, missionario stimmatino, è stata preceduta dall’alzabandiera e della deposizione di due corone di alloro al monumenti ai Caduti, ideato dal cavaliere Giuseppe Cinetto e inaugurato 46 anni fa. Lucio Campedelli, sindaco di Erbezzo ha accolto gli ospiti religiosi, militari e civili, ringraziando per la grande partecipazione: «Ci sentiamo tutti alpini per lo zaino pesante della quotidianità da portare, per la sfida avvincente, per il coraggio e per il cuore che batte forte per la nostra patria».

Gli ha fatto eco il sindaco di Ala, Claudio Soini, sottolineando che «queste cerimonie servono a ricordare chi ha combattuto, ma anche gli alpini di oggi che sono forza di pace e di custodia dei valori». Da Paolo Frizzi, vicepresidente vicario della sezione di Trento è arrivato l’abbraccio agli alpini veronesi e l’invito ad essere presenti il prossimo anno per il grande raduno nella città del Buon Consiglio: «Per noi è importante poter contare su di voi e qui rinnoviamo un giuramento civile di impegnarci a fondo per migliorare la nostra associazione».

Luciano Bertagnoli, presidente della sezione veronese ha ringraziato i gruppi alpini scaligeri per la grande partecipazione alle cerimonie sull’Ortigara, con tutti i 200 gagliardetti veronesi presenti: «Il ricordo dei nostri Caduti non ci consente di smettere di lottare anche in tempo di pace, per ribadire l’attaccamento ai nostri valori: siamo dei precettati a tempo indeterminato per l’Italia», ha ammonito Bertagnoli. Alfonsino Ercole, neo vicepresidente nazionale Ana, ha chiesto un applauso per quello che la sezione di Verona ha fatto sull’Ortigara e assicurato che a Trento sarà un orgoglio esserci tutti per l’adunata 2018: «Lo promettiamo, su questo spartiacque che è stato per poco tempo confine, ma è sempre stato cerniera di popoli». Quindi rivolto al vescovo ha assicurato che «gli Alpini saranno solidali con tutti, ma anche baluardo della nostra millenaria civiltà cristiana».

Nell’omelia, monsignor Zenti ha parlato di seme fecondo della Parola di Dio, ispirato dalle letture della liturgia, e assimilato la terra feconda all’umiltà degli alpini «condizione per accogliere tutti i valori, quelli umani e quelli spirituali. Faccio appello all’Europa che può essere costruita solo facendo riferimento esplicito alle nostre radici cristiane. Nello stesso tempo occorre essere capaci di accogliere, perché non si può far finta di non vedere che ci sono tante famiglie nostre in difficoltà e tanti immigrati che vivono in condizioni di povertà estrema. Occorre buon senso e capacità per governare situazioni difficili. Prego per il senso di responsabilità di tutti noi e offro questa celebrazione», ha concluso il vescovo fra gli applausi, citando alla fine che ogni giorno, nelle preghiere del mattino e della sera, nomina fra gli altri, gli alpini, per dire quanto gli stia a cuore affidarli a Dio. Alla cerimonia di Passo Fittanze, in cui Bruno Doardo ha recitato a memoria la preghiera degli alpini, erano presenti diverse autorità, il colonnello Manca comandante del quarto Reggimento Alpini paracadutisti, i generali Castellani, Rossini e Segarizzi, i comandanti delle stazioni dei carabinieri di Ala e Bosco Chiesanuova, i sindaci dell’Alta Lessinia, il deputato Diego Zardini, l’assessore regionale Elisa De Berti e il consigliere Stefano Valdegamberi.

Vittorio Zambaldo
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