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15.01.2012

La Banca d'Italia non cambia più lire

Le banconote e le monete in lire, con l'introduzione dell'euro, pur avendo terminato il loro corso legale il 28 febbraio del 2002, potevano essere convertite in euro alla Banca d'Italia, entro 10 anni, data anticipata poi al 30 gennaio 2012. Con un vero e proprio colpo di mano, senza che nessuno se ne accorgesse, denuncia oggi Angela Baldini Biallo responsabile per Verona della Casa del Consumatore, ente iscritto al Consiglio nazionale consumatori e utenti, «nessuno ne parlasse, nessuno lo comunicasse in tempo utile, il 7 dicembre, sul sito della Banca d'Italia , dopo le 18.30, appariva il messaggio dell'avvenuta pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale numero 284 del 6 dicembre 2011, del decreto legislativo secondo il quale, in deroga a quanto stabilito in precedenza, con decreto legislativo 24 giugno 1998, le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell'Erario con decorrenza immediata. Pertanto dal 7 dicembre 2011 dette banconote non possono più essere cambiate agli sportelli delle filiali della Banca d'Italia». «Solo in questi giorni si sta avendo una vera percezione dell'abuso truffaldino a cui è ricorso il governo,per far cassa a danno di quei cittadini che, per vari motivi hanno ancora trattenuto le lire in un salvadanaio, in un cassetto», aggiunge la Baldini, «colpendo anche chi ha cercato di crearsi qualche altra opportunità di commercio, accettando le lire in pagamento, con l'intento di convertirle, tutte insieme, prima della scadenza dei termini fissati per legge». E conclude:«Ci si chiede se i parlamentari si siano accorti di quest'ulteriore schiaffo al cittadino, quando hanno approvato il decreto legge cosiddetto "salva Italia", rendendo tale deroga a tutti gli effetti immediatamente efficace», invitando quanti hanno subito danni, a contattare tramite fax (045.8349339) o con un' mail indirizzata a: verona1@ casadelconsumatoreveneto.it al fine di valutare la possibilità di avviare una class action contro il decreto.

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