CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

06.05.2012

Insulti, minacce e violenza: l'incubo dopo la separazione

Il matrimonio era finito, erano legalmente separati ma l'incubo per lei è continuato. Le ha reso la vita impossibile, otto imputazioni, reati che vanno dallo stalking alla violenza sessuale alla sottrazione di minore. Lui è latitante dal febbraio 2011 ma il processo verrà celebrato ugualmente e qualora dovesse rientrare in Italia sconterà la pena in caso di condanna superiore a due anni. E il processo a suo carico inizierà davanti al collegio tra qualche mese. L'uomo, un egiziano di 34 anni, si era sposato con una giovane italiana (lei è tutelata dall'avvocato Claudio Fiorini mentre lui è assistito da Michele Zantedeschi) ma nel 2008 la convivenza terminò e i due si separarono. Avrebbe dovuto versare 200 euro al mese per il figlio ma lo fece solo parzialmente sia nel 2009 che nel 2010. La situazione però peggiorò drasticamente perchè iniziò a perseguitarla nell'aprile di due anni fa: si mise a suonare il clacson sotto casa, urlando e minacciando di bruciare le auto delle persone che frequentava e quattro giorni dopo entrò nel cortile, la seguì sulle scale dove la bloccò iniziando a toccarla nelle parti intime. Lei cambiò radicalmente le proprie abitudini, fu costretta a farlo perchè lui non le lasciava altra possibilità. Ma servì a poco. In maggio aprì con forza la porta di casa e iniziò a rovistare ovunque perchè era convinto che lei ospitasse qualcuno. In un'altra occasione cercò di entrare in camera da letto per controllare il computer e non essendoci riuscito la spintonò e le diede un morso sul braccio. Insulti, violenze e approcci sessuali non voluti: era solo l'inizio perchè ogni pretesto diventava occasione per aggredirla. In luglio iniziò a seguirla quando usciva dal lavoro e una volta si parò davanti alla macchina sulla quale la donna viaggiava in compagnia di un'amica e iniziò a minacciarla. Le disse che avrebbe bruciato in auto lei e il nuovo fidanzato: la donna gli aveva detto che frequentava un uomo sperando che questo lo facesse desistere ma invece la situazione peggiorò ulteriormente al punto che in ottobre andò a prendere il bambino e si rifiutò di consegnarlo. Lo fece solo perchè intervenne la polizia ma un mese dopo, nel novembre 2010, prese il piccolo, lo portò con sè in Egitto e lo trattenne all'estero. Lei è riuscita a riavere il figlio e dal febbraio 2011 lui è sparito.F.M.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1