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19.05.2017

Il turismo infiamma il dibattito
«Promozione al capolinea»

«Siamo arrivati al capolinea di una situazione assurda». Lo afferma Sergio Cucini, ex presidente del consorzio di promozione turistica Verona Tuttintorno, nonché ex presidente dell’Associazione albergatori di Confcommercio, titolare dell’hotel Firenze di Corso Porta Nuova, in merito alla messa in vendita della società Provincia di Verona-Turismo. «Questa società ha sempre lavorato contro il consorzio e ha sempre lavorato per conto suo, andando a cercare risorse in concorrenza al consorzio, appaltando via via delle attività che potevano essere gestite da un sistema misto pubblico e privato. Era inevitabile che la società si trovasse in gravi difficoltà. Adesso il pubblico, ormai è chiaro, ha fallito, e bisogna che i privati si organizzino da soli e in piena indipendenza».

TASSA DI SOGGIORNO. E Cucini è in effetti il promotore di Verona Welcome, un progetto di rete d’imprese per il business turistico. A suo avviso, ormai liquidata Verona Tuttintorno, «consorzio “strozzato“ dalla Regione Veneto che ha negli anni gli tolto progressivamente tutte le risorse come ha fatto per altri consorzi turistici», il futuro della promozione del territorio veronese, a livello pubblico, ha una sola possibilità: «Utilizzare la tassa di soggiorno per la promozione turistica e non per altri scopi».

Giudica triste e grave che nella terza città turistica italiana le strutture pubbliche del settore siano ridotte allo sfacelo anche Michele Bertucco, candidato a sindaco di Verona con le liste «Verona in Comune» e «Sinistra in Comune». Ed cita i contratti del personale dell’Ufficio informazioni turistiche (Iat) rinnovati di tre mesi in tre mesi e la prospettiva di liquidazione per la società pubblica di promozione.

«La nostra proposta», dice, «è che sia il Comune di Verona con gli altri Comuni dei territori a maggiore vocazione turistica, a rilevare le quote della Provincia. Lo dovrebbero fare insieme perché se Verona è tra le mete preferite dai turisti è grazie al combinato tra lago e città d’arte. E’ inoltre auspicabile e necessaria la partecipazione di tutti i territori che stanno investendo in turismo verde, cicloturismo e in tutte le altre forme di questo settore sempre più diversificato».

NIENTE «SPEZZATINO». In mancanza di un ruolo forte del pubblico e di una strategia capace di coinvolgere gli operatori privati verso un obbiettivo comune, per Bertucco «il rischio è di ritornare allo spezzatino di proposte del passato».

Rilanciare Verona Turismo non è solo possibile, ma necessario anche per Damiano Fermo, candidato al Consiglio comunale nelle file del Pd. Le sue proposte? «Prima cosa, unire gli operatori locali, che oltre a competere devono pensare a cooperare, penso a hotel e locazione alternativa»: le compagnie aeree low cost in primis, la locazione on-line con airbnb e booking, che dettano il prezzo e impongono le condizioni.

SUPER CONNESSI. «Dopo aver aggregato l’offerta, dobbiamo coinvolgere il pubblico con una comunicazione online e offline univoca. Si è passati da “turisti” a “viaggiatori super connessi” che hanno caratteristiche molto diverse».

Tutto, secondo fermo, deve rientrare in una piattaforma on-line che promuova Verona nel Mondo e gestisca l’accoglienza turistica individuando i gusti di ogni viaggiatore. Una sezione per tutte le offerte culturali ed esperienziali di Verona e provincia. Una sezione dedicata agli hotel e locazione diffusa, che ci svincoli dei player internazionali. Un e-commerce con un carrello unico che possa commercializzare tutte le eccellenze locali. «Non si tratta di fare il solito sito. È un’altra cosa, è lo strumento della città di Verona. Potremmo chiamarlo Destinazione Verona, come quel Destination Florence che gli amministratori fiorentini verranno a presentarci in luglio».

DESTINAZIONE VERONA. Fermo va anche oltre: sarebbe già stata la sede dell’ex-macello, oggi a rischio abbandono, come luogo della «cittadella del turista», dove accoglierlo e offrire tutti i servizi di acquisto, prenotazioni e informazioni.

«Un progetto che, visto il grande afflusso dal parcheggio gasometro, sarebbe economicamente immediatamente in utile».

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