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18.10.2015

I padri separati
e i disoccupati:
i nuovi poveri

L’Emporio della solidarietà
L’Emporio della solidarietà

Elena Cardinali

Perdita del lavoro, disoccupazione prolungata, fuga da Paesi dove sono in atto guerre o persecuzioni religiose, separazioni e divorzi. Le cause di povertà si sono moltiplicate negli ultimi anni, complice la grave crisi economica con un numero crescente di persone, di cui molte italiane, sprofondate nell’indigenza. Lo spiega la Caritas Diocesana che ieri, in occasione della Giornata internazionale contro la povertà, celebrata con un report nazionale presentato a Expo, ha diffuso il report relativo alla realtà veronese.

COME OSSERVA Carlo Croce, vicedirettore della Caritas diocesana, «in Italia tra 2007 e 2014 i poveri hanno raggiunto i quattro milioni. Anche Verona si affaccia su questo panorama, come rivela l’osservatorio della Caritas, in sigla OsCar, che raccoglie i dati forniti dai centri d’ascolto nelle parrocchie veronesi. Nel 2006 questi centri erano 14. Alle fine del 2014 erano 46 e oggi sono già 54. I volontari intervengono a vario titolo nelle necessità emerse ma l’obiettivo generale è accompagnare le persone verso percorsi di autonomia, aiutandole a superare le difficoltà contingenti». E se dieci anni fa le «vecchie» povertà erano prevedibili, ha aggiunto il sociologo Michele Bertani, «oggi si affacciano le famiglie italiane, di cui molte composte di donne sole con figli, famiglie monoreddito dove il capofamiglia ha perso il lavoro, separati e divorziati che, una volta pagati gli alimenti, non hanno più risorse per pagare bollette e affitti».

IL CENTRO D’ASCOLTO Diocesano, che ha sede in lungadige Matteotti, con oltre 1.700 utenti registrati nel 2014 si distingue dagli altri per struttura e servizi in quanto rappresenta il filtro d’accesso per l’assistenza sanitaria e il microcredito. Dal confronto con il 2006 si nota l’aumento degli utenti italiani da 223 a 350 nel 2014, un aumento dal 7,5 per cento degli utenti del 2006 a oltre il 20 per cento del 2014. Ci sono poi campioni significativi del diffuso disagio sociale. Il dato sugli accessi degli utenti italiani è maggiore nei Centri d’ascolto (CdA) nella fascia sud della provincia, San Giovanni Lupatoto e Pozzo, Villafranca, e Sommacampagna. Rispetto agli altri territori provinciali, questi CdA presentano nel 2014 un numero consistente di utenti italiani, tra il 40 e il 50 per cento. L’età media degli utenti italiani (41-50 anni) è dieci anni più alta di quella degli stranieri (31-40 anni). Il 20,6 per cento delle donne italiane che nel 2014 si sono rivolte ai CdA vive sola, mentre il 30,7 per cento vive con i figli.

LE RISPOSTE dei CdA sono orientate prevalentemente all’erogazione di beni e servizi materiali nel 45,14 per cento degli interventi attivati sul totale di 5.137 risposte registrate. Tra questi spicca la distribuzione di prodotti alimentari. La seconda voce di intervento è il pagamento di bollette e affitti, con il 10,4 per cento di interventi. Sul tema della povertà alimentare si è sviluppata a Verona una fitta rete di sostegno, costituita da mense, centri di distribuzione viveri ed Empori della Solidarietà. Alle mense affluiscono anziani soli a basso reddito, i senza fissa dimora, le fasce più deboli dell’immigrazione, persone con disagio psichico. In città le cinque principali mense nel 2014 hanno distribuito 150.000 pasti, intercettando circa 400 persone. Nel 2014 sono quasi 3.000 le famiglie che hanno usufruito, almeno una volta, di aiuti alimentari nei CdA o Gruppi Caritas, di cui un terzo italiane. La frequenza nella consegna della borsa alimentare oscilla tra le 12 e le 24 consegne annuali. Il valore medio della «borsa» è di circa 22 euro.

A VERONA nel 2009 è nato il coordinamento per gli aiuti alimentari, la Rete Talenti, che collega parrocchie, associazioni di volontariato, assistenti sociali, enti, un’alleanza che gestisce oltre 10.000 interventi di aiuti alimentari. Prima azione di Rete Talenti e del Coordinamento della Vicaria Villafranca-Valeggio, è l’apertura nel 2015 dei primi due Empori della Solidarietà, a Verona e a Villafranca.

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