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06.06.2017

Cresima ai funamboli
con spettacolo al circo

Il vescovo Giuseppe Zenti alla scuola del circo per le cresime assiste a un’esibizione di giovani acrobati FOTO MARCHIORI
Il vescovo Giuseppe Zenti alla scuola del circo per le cresime assiste a un’esibizione di giovani acrobati FOTO MARCHIORI

Coreografie particolari, che inneggiano alla vita e alla pace, e il tendone trasformato in luogo di culto, per celebrare le cresime di giovanissimi circensi. Venerdì l’Accademia d’arte circense di via Tirso a Golosine, ha messo in scena una cerimonia del tutto particolare alla presenza del vescovo Giuseppe Zenti per il sacramento destinato a tre ragazzi. Alessandro, Guido, e Benedetta, giovane veronese figlia di una delle insegnanti, sono ora diventati anche «acrobati dello spirito», come evidenziato dallo stesso vescovo che si è complimentato con gli allievi per la pazienza e capacità di concentrazione che mettono ogni giorno nell’arte che praticano.

Prima, durante e dopo la messa, aperta a tutti, i presenti hanno potuto ammirare le acrobazie su tessuti bianchi, e verticali e danze per celebrare la vita, nonostante le difficoltà e le guerre, messe in scena dai giovani allievi che, il 6 e l’8 giugno, avranno il saggio di fine anno alla presenza di direttori di circhi di tutta Europa.

La particolare scuola dedicata ai saperi circensi è unica nel suo genere in tutta Europa, anche se i continui tagli al fondo dello spettacolo la stanno mettendo duramente alla prova. Proprio tale sua unicità nel mondo del circo occidentale, potrebbe salvarla dal collasso.

Spiega il direttore dell’Accademia, Andrea Togni: «Sono appena stato a Roma dal capo di gabinetto all’Istruzione per trovare una soluzione dopo che i tagli al Fus ci hanno messo in ginocchio non riconoscendoci. I contributi ricevuti nell’ultimo triennio si sono abbassati da 470 a 379 mila euro e, avendo deciso di non gravare sugli utenti con aumenti nelle rette, siamo al limite della sopravvivenza».

Al danno si è unita la beffa visto che, riducendo in parte il personale e cercando di risparmiare per arrivare a un bilancio quanto meno alla pari, i contributi, legati alle spese, sono persino diminuiti.

«Avendo alunni interni, a vitto e alloggio, scolarizziamo i ragazzi e anche questo è un costo», evidenzia Togni. «Una valida soluzione potrebbe essere quella di diventare una scuola paritaria, legandoci a qualche istituto per le ore di aula e i corsi professionali. Il consiglio arriva dal Ministero dell’Istruzione e abbiamo già delle realtà, come il Provolo, che si sono rese disponibili».

Intanto si cercare di tentare ogni strada. L’Ente nazionale circo chiederà di far riconoscere l’Accademia come struttura di interesse nazionale, il che permetterebbe di incassare una percentuale fissa sul Fus. Conclude il direttore Togni: «Stiamo anche valutando un incontro in Unione Europea per promuoverci come realtà che raggruppa studenti stranieri, e quindi luogo di incontro tra ragazzi e ragazze di diverse nazioni».

Chiara Bazzanella
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