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12.01.2018

«Giovani implicati? Serve una riflessione sul ruolo di genitori e scuola»

«La morte di Ahamed Fdil è un fatto atroce che mostra un vuoto educativo enorme. Però rappresenta anche una grande occasione di riflessione sul mondo giovanile da parte della collettività che, se colta, credo possa portare a qualcosa di positivo», osserva il direttore Maurizio Cattaneo in apertura del dibattito a Diretta Verona, il talk show di Telearena che ha dedicato la prima parte della trasmissione ai fatti di Santa Maria di Zevio. Ospiti in studio la giornalista de L’Arena Alessandra Vaccari, Giuliana Guadagnini, responsabile dell'osservatorio veronese sul disagio scolastico e giovanile, il dottor Giorgio Ricci esperto in tossicologia e dipendenze e don Carlo Vinco, parroco del Tempio Votivo. Presente anche Alfredo Meocci che subito ammonisce: «Questi ragazzi tormentavano il clochard e deridevano gli adulti che li sgridavano. Non dico che siano arrivati alla premeditazione, ma è un comportamento che non può essere giustificato in alcun modo. Evitiamo il buonismo». Alessandra Vaccari invita però alla calma: «Non si tratta di buonismo, bisogna andare con i piedi di piombo. Non sappiamo se questi giovani sono colpevoli, magari dall'autopsia e dalle indagini dei vigili del fuoco si scopre poi tutta un’altra verità». Giuliana Guadagnini, riferendosi ai comportamenti da bulli dei giovani nei confronti di Ahmed, fa notare che troppo spesso «purtroppo gli adulti bollano come bravate questi atteggiamenti che però rischiano una deriva». Possibile che questi ragazzi abbiano agito sotto qualche droga? Non è da escludere secondo il dottor Giorgio Ricci che precisa: «L'Italia è al quarto posto mondiale per il consumo di sostanze psicoattive e Verona e Bologna sono spesso città-test delle nuove sostanze, essendo un ottimo crocevia dal punto di vista logistico e dello smercio». «Temo sempre quando diamo queste immagini fortemente negative dei giovani», dice Don Vinco, «io vedo ogni giorno migliaia di ragazzi e c’è sicuramente chi fa uso di droghe e non ha valori, ma voglio ancora credere che la maggioranza sia pulita». Conclude la riflessione Cattaneo: «Non so se la droga ha a che fare o meno con questo episodio. Mi domando però questi ragazzi a casa e a scuola come si comportavano? Che genitori hanno? I professori hanno notato qualcosa? ».

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