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13.09.2016

Era in un canyon
il corpo del fungaiolo
sparito in Alto Adige

Il corpo è stato ritrovato in un canyon
Il corpo è stato ritrovato in un canyon

Tredici giorni, in cui le speranze delle prime ore hanno lasciato il posto alla rassegnazione. E adesso è il tempo della disperazione. Quella paura che era stata soltanto un timore è diventata la drammatica realtà. Ieri mattina è stato ritrovato il corpo di Carlino Castellani, ex bancario di 77 anni, sparito sulle montagne dell’Alto Adige il 31 agosto durante una giornata con gli amici a raccogliere funghi. A fare la scoperta sono stati gli uomini della guardia di Finanza che avevano con loro il nucleo cinofili per la ricerca di cadaveri.

Il corpo del pensionato di Borgo Roma era nel canyon Bletterbach, nel Rio Nero.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Egna, coordinati dal maggiore Enzo Tovazzi, che hanno seguito le ricerche per giorni, l’uomo dovrebbe essere caduto dall’alto, volato per svariati metri e rimasto con una parte di corpo in acqua.

Non sono mai smesse del tutto le ricerche dei carabinieri, alternati o congiunti alla Finanza o ai volontari della Protezione civile, del Soccorso alpino. Sono state fatte battute con gruppi che hanno raggiunto le 120 unità. L’area che è stata battuta supera i 16 ettari. Sapevano che il corpo doveva essere in quella zona, lungo la strada che porta al Bletterbach, ai piedi del Corno Bianco, il celebre canyon patrimonio dell’Unesco, monumento naturale che si estende per 271 ettari, pieno di gole e anfratti difficili da raggiungere.

E infatti il corpo senza vita era là. Nessun segno su quel cadavere, se non i segni della caduta e la permanenza in un luogo esterno. Il magistrato non ha disposto l’autopsia.

Il corpo di Castellani è stato recuperato nel tardo pomeriggio e portato da Redagno alle celle di Bolzano.

«Il cerchio si è chiuso», ha detto il figlio Fabio (c’è anche un altro fratello, Federico), le speranze non c’erano più. Prima per noi e nostra mamma Ivana c’era un grande peso che adesso ha lasciato il posto al dolore. E con il tempo, con quello, impareremo a convivere».

Fabio racconta che la prima notte di ricerche ha sognato il papà: «Mi è apparso in sogno e mi ha abbracciato», dice l’uomo, «e mio fratello qualche notte dopo ha sognato la nonna che piangeva. Quei due sogni per noi sono stati premonitori. Il corpo di mio padre è stato trovato quasi con un colpo di fortuna. Uno dei cani era passato a cinque metri e non aveva sentito niente. Subito dopo un altro, in posizione più alta, forse per merito di un colpo di vento, ha invece sentito la presenza del corpo. Era coperto da rami, chissà, cadendo forse s’era aggrappato a qualcosa e se l’è tirato dietro e quelle frasche lo hanno nascosto. Non sappiamo quando potremo celebrare il funerale. Auspico presto per poter finalmente pensare al ricordo di nostro padre, esaurite tutte le formalità. Adesso è il tempo del dolore».

Alessandra Vaccari
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