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13.01.2018

«Con lo scudo crociato vincerà il centrodestra»

Il senatore dell’Udc Antonio  De Poli, 57 anni,  indica il nuovo simbolo
Il senatore dell’Udc Antonio De Poli, 57 anni, indica il nuovo simbolo

Enrico Giardini La «balena bianca», cioè la Dc, non esiste più come forza leader del Paese. Ma i post-democristiani ci sono ancora. E lui, padovano, viene da quell’area lì. E non ha dubbi: «Sarà la scudo crociato a far vincere il centrodestra». Visto che «il quarto polo, con Forza Italia, vuole diventare maggioranza nella coalizione», che vede anche Lega Nord e Fratelli d’Italia. Antonio De Poli, 57 anni, senatore e presidente dell’Udc del segretario Lorenzo Cesa, è stato in prima linea nell’accordo tra l’Udc e Noi con l’Italia, la “quarta gamba” del centrodestra, che vede Fitto, Romano, Zanetti, Costa, Lupi e anche Flavio Tosi, del Fare!. Senatore De Poli, all’attacco per le elezioni politiche del 4 marzo con lo scudo crociato dell’Udc in grande evidenza, nel simbolo di Noi con l’Italia. Primo obiettivo? Recuperare l’elettorato moderato del centrodestra - da sempre maggioranza nel Paese - che non ha più punti di riferimento. Ed è un’operazione politica che va oltre le elezioni del 4 marzo e ci colloca a tutti gli effetti, in Europa, nel Partito popolare europeo. Su quali fronti si batte l’Udc con la ”quarta gamba”? La famiglia, e mi sono battuto per inserire nel programma del centrodestra il quoziente familiare, e poi il lavoro, anzitutto per i giovani, e quindi le fasce deboli. Noi dobbiamo lavorare per il nostro territorio, che ci hanno consegnato i nostri nonni e i nostri genitori, e migliorarlo per i nostri figli. Ci sono veti nel centrodestra, in particolare dalla Lega Nord verso Tosi, e tra l’altro c’è un braccio di ferro tra Salvini e Maroni. Che linea ha su questo? È una dialettica interna a loro e speriamo che i problemi si risolvano. Ma l’Udc con Noi con l’Italia sta costruendo una forza che non è il quarto polo. In che senso? Noi riteniamo di poter arrivare al 5-6 per cento, quindi di superare Fratelli d’Italia, quindi essere la terza forza, e poi con Forza Italia, l’ala moderata, vogliamo tornare maggioranza. Comunque, con gli alleati ci confronteremo, puntando a conquistare i collegi plurinominali. Se ce le faremo, ci sarà posto per tutti. Quanto a Noi con l’Italia, metà posti a noi e metà a loro. Berlusconi è contrario a cancellare la legge Fornero, preferendo rivederla. E lei? Sì, va rivista, con l’obiettivo di dare maggiori prospettive ai giovani. Ricordo che in Veneto i disoccupati tra i 30 e i 50 anni sono 278mila e i giovani italiani senza lavoro sono 2,2 milioni. E i poveri sono arrivati a 4,7 milioni, il 165 per cento in più in un anno. È chiaro che si deve lavorare per occupazione giovanile e per la lotta alla povertà. Le fa più paura il Pd o il Movimento 5 Stelle? Il 5 Stelle, perché più che fare opposizione è un movimento contrario alle istituzioni democratiche. Renzi? Aveva raccolto consensi anche del centrodestra moderato, ma dopo essersi aperto si è chiuso in un fortino. •

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