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giovedì, 15 novembre 2018

Veronetta, non c’è speranza per i 18 milioni

I silos dell’ex caserma Santa Marta da sistemare con il bando periferie

Il governo si tiene i fondi previsti per la riqualificazione delle periferie, Verona può dire addio ai 18 milioni previsti per la riqualificazione di Veronetta, un progetto che prevedeva di intervenire in vari lotti per risanare il quartiere e sviluppare ulteriormente il polo universitario. La doccia fredda è arrivata ieri pomeriggio al termine del confronto a Roma tra gli enti locali e il Governo con l’audizione alle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera. A guidare la battaglia è l’Anci sia nazionale che Veneto. I sindaci, dice l’Anci, sono pronti a «fare le barricate» se all’interno del dibattito parlamentare non verranno reinseriti i fondi per le periferie. Annunciano che sono pronti a fare ricorso al Tar, rivolgersi alla Corte Costituzionale, «usare tutti gli strumenti politici» ed alcuni anche a «lanciare» in terra le fasce tricolori e anche a non presentarsi domani alla Conferenza Unificata interrompendo così di fatto i rapporti istituzionali, ha anticipato il presidente Antonio Decaro, al termine dell’audizione degli stessi sindaci in Commissione Bilancio alla Camera. L’emendamento al Milleproroghe, che si chiede venga rimosso, di fatto congela il finanziamento di 1,6 miliardi del «bando periferie» per complessivi 96 progetti che interessano 87 comuni capoluogo e 9 città metropolitane per un totale di 326 comuni. Tra questi c’è anche Verona e la presidente di Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, non è ottimista. «L’incontro è stato poco rassicurante, il Parlamento deve porre rimedio. La sospensione dei fondi del bando periferie stabilita dal Milleproroghe rischia di essere un atto gravissimo perché mina alle fondamenta il rapporto di rispetto e di fiducia tra istituzioni per questo Anci Veneto è al fianco di tutti quei sindaci che sono penalizzati da una scelta sbagliata che penalizza fortemente gli investimenti degli enti locali. Ora è importante continuare a cercare un dialogo con il Parlamento». Per Alessia Rotta, deputata veronese del Pd «oltre al danno causato dal congelamento del bando periferie ora arriva anche la beffa dai sottosegretari Castelli e Valente, che vogliono fare cassa con i soldi per i cittadini e rivendicano l’operato a danno di tutti quei Comuni che avevano i progetti in corso di valutazione. Verona, la mia città», aggiunge Rotta, «ha già perso i 18 milioni stanziati per il restauro di Palazzo Bocca Trezza e – spiega - perderà i finanziamenti per il bando aperto per il progetto per la riqualificazione urbana per Veronetta. Nel giorno in cui i sindaci protestano per la decisione del governo, chiedendo il rispetto degli impegni già presi, gli esponenti del governo mostrano tutta l’arroganza dell’esecutivo gialloverde». Vincenzo D’Arienzo, senatore del Pd, parla di «nuova sciagura per il territorio veronese. «Questo governo danneggia Verona. Dopo il blocco della Tav Brescia-Verona ecco un’altra sciagura: la cancellazione definitiva dei due bandi vinti da Verona per le risorse a favore della riqualificazione di Veronetta. Lo hanno confermato il viceministro all’Economia Laura Castelli e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Simone Valente aggiungendo che per quanto riguarda i progetti del bando periferie non approvati, verranno in ogni caso risarciti gli importi già spesi per progettazione e appalti, mentre i progetti del bando già approvati saranno comunque finanziati. Il piano periferie l’abbiamo scritto noi nel 2016 e avevamo assegnato a Verona 18 milioni di euro. Per la foga ideologica di cancellare il passato, i pentastellati fanno danni. Hanno fatto finta di spostare tutto al 2020, ma in realtà hanno cancellato i finanziamenti». «Un vero disastro per Verona», conclude D’Arienzo. «Pensavo fossero dilettanti, invece fanno anche danni. Lega e 5Stelle non potranno mai fare il bene di Verona. Ma il ministro Fontana toglie i 18 milioni alla sua città? E il sindaco Sboarina considera ancora questo esecutivo un governo amico?» I PROGETTI. Il Comune aveva chiesto al Governo di finanziare tre lotti d’intervento a Veronetta. Essi riguardano per il lotto 1 il compendio dell’ex caserma Santa Marta, con il recupero del silos di Levante, destinato a servizi universitari; quindi la Casa del Capitano, per servizi sanitari con poliambulatori, e la guardiania, per la sede della delegazione Centro della Polizia municipale e spazi ad associazioni. IL LOTTO 2 prevedeva il recupero di Palazzo Bocca Trezza, per uffici comunali e spazi per servizi sociali e di quartiere. Per il lotto 3 un campus universitario nel compendio ex caserma Passalacqua, con impianti sportivi, parchi e parcheggi per il quartiere. Costo complessivo previsto per i lavori 36 milioni 480mila euro, di cui 18 milioni inerenti gli interventi con contributo statale per i lotti 1 e 2. La progettazione esecutiva del primo lotto sarebbe stata prevista per giugno 2019. Quella del secondo per Palazzo Bocca Trezza per ottobre 2019. Va ricordato che il provvedimento votato al Senato - voluto dal Governo Lega-Movimento 5 Stelle - ha sospeso nei mesi scorsi per due anni i finanziamenti statali del Bando periferie a 96 città, per riqualificazioni di aree degradate. Così sono stati “congelati” 500 milioni per successivi investimenti pari a 3,5 miliardi. E molti Comuni faranno ricorso. •