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martedì, 25 settembre 2018

Scavi scaligeri, allarme abbandono

Inferriate e vetrate degradate nella zona degli Scavi Scaligeri che guarda via Dante Alighieri MARCHIORIErbacce e un senso di abbandono sulla pavimentazione anticaL’interno del Teatro Camploy, a Veronetta, in via Cantarane

Una vetrata e un’inferriata rotte nell’angolo di via Dante Alighieri, che congiunge piazza dei Signori a piazza Viviani. Oltre il vetro pezzi di legno e rifiuti. E un buio profondo, nel sotterraneo degli Scavi scaligeri. Sotto gli omonimi palazzi e in particolare sotto il Cortile del Tribunale ci sono resti archeologici e, sino a oltre tre anni fa, era aperto il Centro internazionale di fotografia Scavi Scaligeri, inaugurato 22 anni fa dal Comune, che ne è proprietario, su progetto dell’architetto Libero Cecchini. Ma dall’11 maggio 2015, quindi da più di tre anni, a causa del restauro del Palazzo del Capitanio - di proprietà della Fondazione Cariverona - il Centro è chiuso. Così, nel cuore del centro storico Patrimonio dell’Unesco, meta di milioni di turisti e visitatori, non c’è un gran belvedere e c’è un’attività culturale chiusa. Sul tema interviene la consigliera comunale del Pd Elisa La Paglia, della commissione cultura. «La nuova Amministrazione si è insediata da oltre un anno e ancora non ha detto una parola sulla riapertura degli Scavi scaligeri, chiusi oltre tre anni fa in seguito a una decisione scellerata del sindaco precedente», dice, «che per lesinare sulle spese e togliersi dai piedi quella che evidentemente considerava una seccatura, in occasione dei restauri del Capitanio decise di chiudere il Centro di fotografia. E ciò», aggiunge, «nonostante pareri autorevoli, a partire dall’architetto Calcagni, che aveva dimostrato la possibilità di mantenere aperto il sito, visto anche il suo valore archeologico e meta di scolaresche e visitatori, senza ostacolare i lavori». La Paglia attacca. «Si disse che la chiusura degli scavi sarebbe stata l’occasione per effettuare lavori sugli impianti tecnologici, in programma da tempo. Invece non solo il sito è ancora chiuso, ma con i lavori mai partiti e una condizione interna sicuramente peggiorata dal probabile propagarsi di muffe a causa della chiusura, il conto per riaprire l’immobile, inizialmente stimato in 80mila euro, potrebbe rivelarsi ben più salato del previsto», sottolinea la consigliera. «Ecco perché», puntualizza La Paglia, «ho depositato la richiesta di un sopralluogo dei consiglieri della commissione cultura, alla presenza della Soprintendenza, che si svolgerà a settembre». In questa partita l’esponente dell’opposizione vede anche un interesse per tutto il compendio del Capitanio, «con il dialogo in atto con Fondazione Cariverona e Comune, di cui chiediamo trasparenza e visione strategica, su futuro di palazzi e musei». L’obiettivo però è puntato anche sul Teatro Camploy, a Veronetta, in via Cantarane, di proprietà del Comune. «L’edificio versa in una situazione critica», aggiunge la Paglia, «ed è utilizzato a un decimo delle sue potenzialità. Abbiamo notizia che è stato negato l’uso del teatro a titolo oneroso per uno spettacolo a un ordine professionale in quanto il programma invernale non era ancora stato approntato. Eppure da mesi è bloccata la riforma del teatro amatoriale cittadino, che vede svolgersi la stagione invernale al Camploy, da attuare insieme alle compagnie». Quindi, «bene che l’assessore alla cultura Briani abbia accolto positivamente la richiesta della commissione cultura per rilanciare la rassegna di film Schermi d’Amore, ma sono state rinviate questioni urgenti da risolvere». • © RIPRODUZIONE RISERVATA