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19.08.2018

Resse e borseggiatori «La Casa di Giulietta ora è un posto pericoloso»

Ressa di visitatori nel cortile della casa di Giulietta
Ressa di visitatori nel cortile della casa di Giulietta

Se l’aumento delle tariffe dei bus turistici in piena stagione fa discutere le guide, la situazione della Casa di Giulietta ormai le esaspera. Momenti di ressa ingestibile, palese mancanza di sicurezza, assalti di borseggiatori sono componenti quotidiane della stagione turistica, a cui si aggiunge il degrado delle pareti dell’atrio scarabocchiate e imbrattate con ogni genere di porcheria, dai chewingum masticati ai poco poetici assorbenti. Fenomeno arcinoto, più volte denunciato anche su queste pagine, «ma per il quale non sembrano esserci soluzioni», dicono sconsolati i professionisti. «I borseggiatori ormai li conosciamo tutti», testimonia Manuela Uber, «e quando li vediamo avvicinarsi ai turisti cerchiamo di segnalarli ai vigili e di avvisare le persone che stiamo accompagnando nelle visite. Il problema è che ormai lo sanno anche loro. A me è capitato di essere circondata da cinque di questi figuri che mi hanno aspettato per minacciarmi. Ho dovuto chiamare il 113 per non essere malmenata». Il problema, aggiunge, «è che non si capisce chi ha competenza nell’atrio: in via Cappello è delle forze di polizia, nel cortile dei vigilanti mentre l’atrio è terra di nessuno. Possibile andare avanti così?» E poi la sicurezza. Qui le guide sono tutte concordi: «Bisogna assolutamente pensare ad una via di fuga alternativa quando la ressa diventa esagerata, quando non si riesce nemmeno più a camminare. Se in quel momento qualcuno si sente male o fa il cretino e scatena il panico, si rischia il morto. È da anni che le varie amministrazioni discutono di soluzioni varie, ma la situazione è sempre la stessa. Ed è potenzialmente molto pericolosa. Noi guide ormai non entriamo più nel cortile della Casa di Giulietta. Spieghiamo ai turisti cosa c’è e quindi li lasciamo andare a vedere da soli aspettandoli fuori. Ma siamo sempre in apprensione, soprattutto quando si affollano tanti gruppi».

E.CARD.
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