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29.08.2017

Obbligo vaccini
tempi strettissimi
per i certificati

La vaccinazione di un bambino
La vaccinazione di un bambino

È ormai conto alla rovescia per l’inizio del nuovo anno scolastico. Ma stavolta, a complicare il ritorno sui banchi, c’è la legge 119 che lo scorso 31 luglio, quando molti erano già in vacanza, ha imposto l’obbligo vaccinale, per i bambini e i ragazzi da 0 a 16 anni, per l’iscrizione a scuola.

Senza essersi sottoposti ai vaccini contro poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus Influenzae tipo B, morbillo, rosolia, parotite e (per i nati nel 2017) varicella, insomma, porte sbarrate per i nostri figli al rientro in classe. E così in questi giorni, tornate in città, molte famiglie sono state accolte dalla comunicazione della scuola o del Comune (se si tratta di un istituto comunale) che richiede l’invio della documentazione che testimoni la copertura vaccinale o l’appuntamento preso con l’Asl per eseguirla e, per gli inadempienti, dalla lettera del Servizio Igiene Sanità Pubblica dell’Ulss 9 Scaligera con la data di convocazione per effettuare il vaccino.

I tempi, però, sono strettissimi, soprattutto per i bimbi iscritti a nidi e materne, per i quali il termine entro cui inviare il certificato vaccinale o un’autocertificazione (scaricabile dal sito www.aulss9.veneto.it) è il 10 settembre. Per chi frequenta, invece, la scuola dell’obbligo, c’è tempo fino al 31 ottobre. Ma, complice il periodo di vacanza, sono ancora in molti coloro che devono provvedere.

«Su 1.015 iscritti ai 24 nidi comunali, ci mancano ancora 200 certificati», fa sapere il settore Istruzione di Palazzo Barbieri, che già ai primi di agosto aveva allertato i genitori fissando il termine per la consegna, per i bimbi che dal 1° settembre frequenteranno il servizio pre-scuola, addirittura per il 21 agosto. «Per le 30 scuole dell’infanzia, su 2.030 iscritti, hanno risposto solo 900». Gli altri dovranno adeguarsi, perché per nidi e materne la mancata vaccinazione comporta l’impossibilità per i bambini di frequentare le scuole (anche le private non paritarie).

Più nebulosa, invece, la situazione sul fronte della scuola dell’obbligo, dove, in quanto tale, i ragazzi dovranno essere comunque accolti in classe anche senza copertura vaccinale, ma, mentre l’Asl inizierà l’iter per il recupero degli inadempienti, alla famiglia sarà comminata una sanzione da 100 a 500 euro.

«I genitori non si spaventino se non hanno ancora ricevuto comunicazione da parte della scuola», puntualizza il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Stefano Quaglia. «Proprio in questi giorni abbiamo inviato a tutti gli istituti un’ulteriore circolare con le indicazioni su come comportarsi. Alla ripresa delle attività ogni dirigente spiegherà alle famiglie i modi e i tempi per produrre la documentazione necessaria entro fine ottobre. Quel che è certo è che su questo punto siamo rigorosi: tutti devono rispettare la norma e adeguarsi, in tema sanitario non è ammessa l’obiezione di coscienza».

Perché è vero, la Regione Veneto (sostenitrice della libera scelta sul tema) ha presentato un ricorso alla Corte Costituzionale sull’applicazione della legge. Ma in attesa che la Consulta si esprima, la normativa dovrà essere attuata. È così, una volta inviata alla scuola l’autocertificazione, entro il 10 marzo 2018 andrà consegnata anche la documentazione che comprovi l’avvenuta vaccinazione. È possibile visionare il certificato vaccinale del proprio bambino dall’App (scaricabile al link http://www.vaccinarsinveneto.org/app-vaccinazioni.html) messa a disposizione dalla Regione Veneto.

Elisa Pasetto
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