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17.09.2017

Il Tocatì fa il tutto esaurito
tra giochi, balli e cucine

Una spettacolare mossa di una delle tante prove di lotta andate in scena in piazza Erbe. Oggi si replica FOTOSERVIZIO MARCHIORIUna impegnativa prova di pallapugno nello spazio davanti al Teatro Nuovo
Una spettacolare mossa di una delle tante prove di lotta andate in scena in piazza Erbe. Oggi si replica FOTOSERVIZIO MARCHIORIUna impegnativa prova di pallapugno nello spazio davanti al Teatro Nuovo

Il ritmo cadenzato e travolgente del «sirtaki» ha infiammato il pubblico di piazza delle Regioni Europee, alias piazza dei Signori, che con i danzatori greci ha dato vita ad un gigantesco girotondo. Momenti del Tocatì, il quindicesimo festival internazionale dei giochi in strada, organizzato da Associazione Giochi Antichi con il Comune e il sostegno di numerosi sponsor e l’impegno di 500 volontari, inaugurato l’altra sera sotto una pioggerella fastidiosa e ieri baciato dal sole e da temperature estive che hanno richiamato in centro storico migliaia di persone.

Seguitissimi gli incontri di lotta nelle varie declinazioni delle comunità europee, le ospiti dell’edizione di quest’anno, tra piazza Erbe e la Loggia di Frà Giocondo, dove i giocatori si sono affrontati in lotte antiche come la rumena «küres» che si combatte in piedi, la «pelivansko borenje», caratteristica lotta libera unta originaria della ex repubblica jugoslava di Macedonia, lo «schwingen», lo sport nazionale svizzero del Canton Appenzello, e la sarda «s’istrumpa» con i lottatori in posizione eretta con prese fisse ai polsi, la «tranta» della lontana Transilvania, «paradosiaki pali» (Macedonia), «rvanje pojas» (Serbia, Timocka Kranjina), «ranggeln» (Austria, Salinsubrghese), «gouren» (Francia, Bretagna) e «lucha leonesa»(Spagna, Castilla y Leon).

Oggi, giornata conclusiva del festival, si replica, dalle lippe ai giochi tradizionali italiani ai giochi urbani, a partire dal gettonato parkour.

Molte le comunità ludiche che partecipano, con 232 giocatori, facendosi portavoce di memorie, valori e abilità tipiche della cultura popolare. Tutto il folklore delle nostre tradizioni in piazzetta Navona e nella Domus Mercatorum dalle 10 alle 19: la Toscana con capanna e cacio al fuso, Puglia con il tiro al bastone, Friuli con il pilote, le fionde, il Lazio con pallapugno, slitte della legna per il Trentino, Campania con laccio d’amore, Emilia Romagna con il famosissimo calciobalilla, le Marche con i trampoli per continuare con altre regioni e tradizioni come la morra, sburla, roda, barro, ruzzolone, fiolet, caretini a sfera e ciclotappo. A cura del Laboratorio di Architettura contemporanea l’installazione Stream sul lungadige San Giorgio, si trasforma in luogo di spazio condiviso, fino alle 18. E ancora i 40 teatrini d’autore di Favolavà con «La miniera volante ovvero l’arte come servizio civile», dalle 10 alle 18.30 nel chiostro di San Giorgio in Braida.

Funzionano a pieno ritmo le cucine del festival in lungadige San Giorgio, con prodotti della tradizione veronese, e molto interessante è la latteria ludica nel cortile della Biblioteca Civica, e come sempre l’Osteria del gioco in via San Giacomo alla Pigna che fa scoprire uno spazio solitamente chiuso al pubblico. Tanti i locali del centro storico che partecipano al Tocatì con le tovagliette tematiche del festival. A fine giornata tra installazioni ludiche e musica «A Riva San Lorenzo», con aperitivo alle 20 a cura di River Primavere Urbane.

Elena Cardinali
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