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18.12.2017

Festa all’ex Macello Reboano, sfida al voto

I candidati  Zorzi, Scandola e Dalla Via aspiranti Reboano MARCHIORI
I candidati Zorzi, Scandola e Dalla Via aspiranti Reboano MARCHIORI

Grande festa, ieri, all’ex Macello, in occasione del voto per scegliere il prossimo Principe Reboano. Tra musica e la tradizionale pasta e fagioli, gli aspiranti si sono presentati alla città. Il candidato numero uno per il 67° Principe Reboano è stato Paolo Dalla Via, originario di Borgo Nuovo, approdato sulle rive dell’Adige per il coinvolgente clima di simpatia e passione che ha respirato da subito nel comitato benefico carnevalesco del rione Filippini. Paolo è papà di due ragazze che, insieme alla moglie, sono tutte coinvolte attivamente nel carnevale e ieri sera al teatro Filippini è stato difeso dall’avvocato Guariente Guarienti per la tradizionale arringa. Gli sfidanti erano Stefano Scandola, detto «el Molon», filippinate doc, dove è vissuto e cresciuto, nonostante ora sia resieda al Chievo: aveva già tentato di indossare le vesti della terza maschera per importanza del Carnevale veronese, dopo Papà del Gnoco e il Duca della Pignata, e Michele Zorzi, anche detto «el Michelin», geometra di Quinzano, già Reboano tre anni fa e fervido appassionato del Carnevale, dove ha trovato serenità e amicizie in un momento difficile della vita. «Ho già avuto la soddisfazione di rappresentare la maschera del rione Filppini e sono contento se altri potessero provare la stessa emozione», diceva prima della sfida. Nata 65 anni fa, nell’immediato dopoguerra, per dare vita a un pacificatore, la maschera prende spunto da un personaggio veronese realmente esistito, tale Reboano Delle Carceri che, nel 1204, pare avesse usato i pochi beni che gli erano rimasti del suo notevole patrimonio andato sperperato, per costruire una nave e partecipare, al seguito del Doge Enrico Dandolo, alla quarta Crociata per la conquista dell’isola di Negroponte, l’attuale Eubea. Reboano è detto anche «Principe dalla concordia» perché con i proventi della sua vittoria riuscì a pacificare le dispute tra le avverse famiglie dei Bonifazi e dei Monticoli che turbavano la vita della città. Ieri sono stati votati anche il Re Magnaron di Montorio e il Campanar de San Giusto e la so mula, a Borgo Trieste. A San Giovanni Lupatoto si è invece designato il nuovo Re del Goto. L’elezione delle maschere proseguirà nei prossimi giorni fino al 21 gennaio quando i veronesi saranno chiamati alle urne per scegliere a chi destinare il forchettone del Papà del Gnoco. • CH.BA.

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