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20.09.2017

E in centro storico
la seduta dura
soltanto pochi minuti

Il pubblico è quello delle grandi occasioni. La sala del consiglio della prima circoscrizione è gremita: posti a sedere esauriti, posti in piedi anche. Il risultato, però, è un niente di fatto. Pochi minuti dopo essersi insediato, nel parlamentino del centro è mancato il numero legale e non si è potuto procedere nemmeno alla prima votazione per (tentare di) eleggere il presidente. Il primo tassello del rebus delle circoscrizioni è tutt'altro che risolto.

La seduta è iniziata poco prima delle 21 dell'altra sera. I quindici consiglieri eletti alla scorsa turnata elettorale dell’11 giugno si sono presentati. Pochi minuti dopo, la sospensione. Franco Dusi, Pd, consigliere anziano “e anche il più votato”, tiene a precisare, che presiede la riunione sospende la seduta “come da richiesta di alcuni consiglieri”. I cinque minuti canonici diventano ben di più. Tra i politici la tensione è palpabile tra sguardi, messaggi e telefonate frenetiche. Ci sono l’assessore al Decentramento Marco Padovani, i consiglieri Pd in Comune Elisa La Paglia e Federico Benini, il parlamentare Pd Diego Zardini, il consigliere della Lista Tosi Alberto Bozza, molti ex presidenti di circoscrizione a partire da Daniela Drudi che ha tenuto le redini del parlamentino del centro nei passati cinque anni ed ora è in consiglio in quota a Battiti, area Casali, ai colleghi Mauro Spada, Dino Andreoli, Francesco Carcangiu. E ancora Matteo Gelmetti, Paolo Tosato, Edoardo Lana. Alle 21.30, all'appello dopo la pausa, sono presenti solo sette consiglieri: i cinque del Pd, Cristina Stevanoni della Civica di Bertucco e Susanna Granata del M5S. Mancano le tre consigliere in quota alla Lista Tosi – Giuliana Marconcini, Luisa Sartori e Carlotta Pizzighella – e i consiglieri della coalizione di maggioranza in Comune: Giuliano Occhipinti, Forza Italia, Alvise Turco di Verona Pulita e Luigi Grassi, Lega Nord, Teo Berardinelli e Leonardo Pellegrini Cipolla di Battiti. Questi ultimi, però, pur usciti con la volontà di far cadere il numero legale, rientrano in fretta pochi istanti dopo la fine dell'appello, decisi a proseguire e a votare il loro candidato - pare Grassi della Lega Nord - «per dare un segnale forte di determinazione». Di fatto, alle 21.32 tutti i consiglieri sono di nuovo seduti ai propri posti ma la seduta viene definitivamente sciolta. Se ne riparlerà ad ottobre. La strategia, da parte un po’ di tutti gli schieramenti, sembra dunque ancora quella di guadagnare tempo. Battiti e Lega potrebbero aver bisogno di qualche giorno ancora per cercare di completare una campagna di acquisti mirata ad alcuni consiglieri di minoranza.

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