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06.10.2017

Apologia fascista,
Fratelli d’Italia
contro la legge Fiano

Ciro Maschio, di Fratelli d’Italia
Ciro Maschio, di Fratelli d’Italia

Il Parlamento blocchi l’approvazione del disegno di legge «Fiano» contro l’apologia del fascismo. È quanto chiede un ordine del giorno, presentato in Consiglio comunale, di Fratelli d’Italia, con il presidente del Consiglio comunale, portavoce e membro dell’esecutivo nazionale Ciro Maschio, con il capogruppo in Comune Leonardo Ferrari, con Luca Mascanzoni e David Di Michele, consigliere provinciale. Ironia della sorte il ddl ha come promotore Emanuele Fiano, il deputato milanese, figlio di padre ebreo, responsabile per il Pd sui temi della sicurezza e delle riforme, appena nominato da Matteo Renzi commissario provinciale del Pd veronese, traghettatore fino al congresso di dicembre.

Fratelli d’Italia, con il suo odg, muove dalla considerazione secondo cui «esistono già normative vigenti, come la legge Scelba o il decreto Mancino, che colpiscono già incisivamente fattispecie di ricostituzione e riorganizzazione del disciolto partito fascista o di associazioni con finalità antidemocratiche, e di propaganda razzista, nazista o di eversione dell’ordine democratico». Il ddl Fiano, invece, come sottolinea FdI, «andrebbe a punire anche comportamenti quali la detenzione di beni e di articoli legati al folclore, come bottiglie e gadget, o l’espressione di semplici movimenti gestuali come il “saluto romano”, che anche la giurisprudenza ha ritenuto non costituire reato».

Ora, spiega FdI, «di fronte a stupri, terrorismo e altri comportamenti violenti, che lo Stato fatica a perseguire efficacemente, è fuori dal buon senso colpire, con pene fino a due anni di reclusione», dice Maschio, «la libertà di pensiero e di espressione».E.G.

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