CHIUDI
CHIUDI

22.02.2019

Braille, patrimonio
dell'umanità
non vedente

Louis Braille e il suo alfabeto
Louis Braille e il suo alfabeto

Ieri è stata La giornata del braille, ricorrenza nazionale istituita con la legge n. 126 del 3 agosto 2007, dedicata sempre il 21 febbraio a Louis Braille (1809-1852) che inventò e insegnò ad applicare una particolare scrittura per i ciechi la quale permise loro di leggere e scrivere in una lingua fatta di 6 puntini: ognuno di questi corrisponde ad una lettera dell'alfabeto e alla punteggiatura secondo le regome della grammatica.

 

La giornata Braille è giunta alla 12esima edizione e ha previsto una serie di iniziative riguardo la "risorsa braille" che nel 2009 ha compiuto duecento anni( 210 quest'anno) e in occasione del bicentenario ha ricevuto come onorificenza in Italia e in Belgio il conio di una moneta da due euro. "Il braille ha mantenuto intatto il suo valore, la sua utilità e la sua modernità" lo ricorda la sezione veronese dell'Unione italiana ciechi che nel corso degli anni ha istituito nella sua sede di Via Gino Trainotti, 1 seminari di braille per principianti vedenti, non vedenti e ipovedenti alla scoperta di questo metodo che nonostante oggi sia coadiuvato dalla tecnologia che interviene in aiuto dei portatori di handicap visivo, rappresenta ancora un vero e proprio patrimonio dell'umanità e una grande conquista della Storia. "Il braille ha dato libertà e opportunità a chi non poteva accedere autonomamente alla cultura e vogliamo ricordare a tutti la figura di Louis Braille, inventore del sistema di scrittura che porta appunto il suo nome- spiega Patrizia Mirandola consigliere del Unione italiana ciechi e ipovedenti di Verona- Il Braille, dalla sua ideazione fino ad oggi, ha rappresentato uno strumento indispensabile per l’accesso dei ciechi alla cultura e per il loro inserimento sociale, strappandoli al loro passato di mendicanti per portarli a svolgere con merito le più svariate professioni".

 

È singolare il modo in cui Louis Braille concepì l'idea del braille che poi battezzo e l'intuizione risale al 1821 ... quando egli era bambino e a scuola venne un militare che illustrò un linguaggio costituiti da 12 puntini per scrivere messaggi in rilievo da lui proposto alle forze armate per i dispacci notturni. Da questo esempio Louis Braille ricavò poi un metodo basato su 6 puntini che rivoluzionò la realtà dei non vedenti. La scrittura braille è speculare e si esegue sulla facciata opposta della pagina, con la disposizione dei caratteri da destra verso sinistra e la collocazione dei puntini a specchio rispetto alla lettura. Cieco non dalla nascita ma dall'infanzia avendo avuto un incidente ad un occhio ad appena tre anni nel laboratorio di suo padre che faceva il sellaio, Louis Braille aveva perso la vista totalmente a causa di un'infezione estesasi ai due nervi ottici. Ragazzo molto intelligente e dotato di talento musicale, Louis suonava bene l'organo nelle funzioni religiose e ha avuto l'opportunità di ricevere una borsa di studio all'età di 10 anni per frequentare la Institution des jeunes Aveugles( istituto per giovani ciechi) dove restò poi ad insegnare, una volta divenuto professore. Louis Braille oggi è sepolto al Pantheon a Parigi.

Michela Pezzani
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1