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29.07.2018

Un piano industriale per la lirica

La sede della Fondazione Arena
La sede della Fondazione Arena

La decisione del consiglio di indirizzo della Fondazione Arena, su proposta della Camera di commercio, di assegnare all’esterno l’incarico per predisporre un piano industriale che rilanci la Fondazione Arena, pagando 150 mila euro, ha scatenato la reazione dei sindacati dell’ex ente lirico. Il piano, il cui costo sarà sostenuto dall’ente camerale presieduto da Giuseppe Riello, socio della Fondazione, dovrebbe servire a mettere a fuoco le criticità e a suggerire soluzioni secondo un’ottica esterna e distaccata rispetto a chi lavora nella Fondazione lirica tutti i giorni. Ma la reazione non si è fatta attendere. In una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil mettono nel mirino l’“avviso pubblico” per affidare a una società specializzata la formulazione di un “piano industriale” del valore di 150 mila euro. «Da parte sindacale abbiamo più volte sottolineato quanto i piani industriali commissionati nel passato a titolo oneroso a specialisti esterni non abbiano prodotto risultatati e rimasti inutili se non dannosi», si legge nella nota. «La realtà di una Fondazione Lirico Sinfonica, la sua complessità, le finalità istituzionali e culturali a cui è chiamata per la sua stessa natura non sono facilmente comprimibili in una logica aziendalistica cui tali piani sono orientati. I tre anni trascorsi dalla drammatica “liquidazione amministrativa coatta” cui la precedente amministrazione l’aveva condotta nonostante un analogo conferimento a una società di consulenza esterna, ne richiamino l’inutilità se non la pericolosità». I sindacati richiamano al rispetto del «piano di risanamento» monitorato dal Ministero e tuttora in atto «rispetto al quale – al fine di sanare clamorosi errori e malefatte – i lavoratori hanno già dato un notevole contributo in sacrifici ed economia: due mesi di stipendio all’anno per gli stabili e una riduzione pesante dei periodi di lavoro dei lavoratori stagionali». I sindacati sottolineano poi che i manager non mancano in Fondazione Arena: «Facciamo inoltre notare che Fondazione ha aumentato in significativa quantità il proprio gruppo dirigente, vantato come un management di alta consulenza e di alta competenza, ivi inclusa quella collaborazione attivata con un consulente di prestigio e già sovrintendente di Fondazioni mai finora coinvolto (Giacchieri-ndr): svolga dunque questo management la propria parte con la competenza e professionalità vantata, senza ricorrere a ulteriori sovrastrutture peraltro “aliene” alla identità di una Fondazione». Infine, di fronte all’ipotesi di ulteriori tagli, i sindacati richiamano la necessità «di un rilancio del ruolo e della funzione sociale ed economica della Fondazione Arena, e annunciano che «si attiveranno, in armonia con le strutture nazionali per un incontro di verifica con il Ministero competente, Mibact, sulla situazione di risanamento della Fondazione Arena e sulla congruità di un ulteriore piano susseguente/sovrapposto al percorso Bray seguito e monitorato dal Ministero stesso». E anche la Regione intende vederci chiaro sul futuro areniano e convocherà a breve i manager in laguna. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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