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14.03.2018

Scontro, Tommaso non ce l’ha fatta

La moto di Hornbostel e il luogo dell’incidente DIENNE FOTO
La moto di Hornbostel e il luogo dell’incidente DIENNE FOTO

«Tommaso era generosissimo, aveva un cuore grande, si faceva in quattro per tutti. Avrebbe voluto così». Dopo la tragedia, un’unica consolazione: «Continuerà a vivere dentro a tante persone, ecco, almeno quello servirà a toglierci un po’ di angoscia. Sarà la notte più lunga della nostra vita ma, da tanto buio e dolore, domani qualcuno tornerà a sorridere». A parlare è la sorella di Tommaso Donisi, il giovane «porta pizza» di 28 anni che giovedì scorso è stato vittima di un incidente alle Golosine mentre in motorino stava andando a fare una consegna a domicilio. Ricoverato in gravi condizioni al Confortini, non ha più aperto gli occhi. «I dottori ci avevano detto da subito», confida Elena, «che la situazione era drammatica, che non ce l’avrebbe fatta. Forse Tommaso ha voluto tenere duro questi 5 giorni proprio per aiutarci a lasciarlo andare e a prendere la grande decisione». La grande decisione è la donazione dei suoi organi: ieri nel primo pomeriggio davanti ai genitori e ad Elena, l’equipe medica ha dichiarato il decesso, facendo partire le sei ore di osservazione dopo le quali è possibile procedere con l’espianto. «Mio fratello era un gran bel ragazzo», continua, «sano, non ha mai fumato, uno sportivo, ore e ore in mezzo al mare a pescare, era la sua grande passione, un pezzo d’uomo, un metro e 90 di salute. Ci hanno detto che è un “donatore eccellente“, che con il suo dono saranno in tanti a ri-vivere. E’ l’unico pensiero che addolcisce un po’ questo grande dolore e che rende meno stupida la sua morte». Sono stati giorni difficili per la famiglia Donisi, mamma Alessandra e papà Alfeo sono stati accanto al figlio ogni minuto, sostenuti dai suoi amici che hanno atteso numerosissimi fuori dalla rianimazione di Borgo Trento il miracolo mai arrivato. Solo quello avrebbe potuto restituire il ragazzo ai suoi affetti perché a causa del trauma cranico riportato nell’incidente in via Murari Brà è entrato in coma senza più dare segni di vita. Fino a ieri pomeriggio quando è stata dichiarata la morte cerebrale e, passate le sei ore di osservazione previste dalla legge, è iniziato a tarda sera il prelievo degli organi. «Se non si verificano contrattempi», ha confessato speranzosa Elena dopo aver dato l’ultimo saluto al fratello, «lui salverà tanta gente, ce lo hanno ripetuto i medici, anche 10 persone tutte in un colpo, perché lui era perfetto, anche dopo lo scontro non aveva niente di rotto, sembrava stesse dormendo, bello come il sole, sereno. Continuerà a vivere dentro a qualcun altro e se noi, per sopravvivere, dobbiamo trovare un senso a questa tragedia assurda, ecco, l’unico possibile è questo: lui non s’è salvato ma ha salvato altri». Tommaso passa il testimone, lascia andare avanti chi, senza il suo gesto d’amore, non ce l’avrebbe fatta. Magari qualche bambino che potrà diventare grande o qualche giovane, come lui, che al posto suo vivrà una vita piena. •

Camilla Ferro
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