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11.08.2018

Roma vuole il filobus pronto nel 2022

Ora è scritto nero su bianco, sulla Gazzetta Ufficiale del 9 agosto. Il Cipe, Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha definitivamente approvato dal punto di vista economico il progetto del filobus. Un’opera da 142 milioni 752mila euro, che gode di un contributo statale di 85 milioni 651mila euro, pari al 60 per cento del totale. Il provvedimento del Cipe - che autorizza l’utilizzo di economie pari a 12 milioni grazie ai ribassi di gara - è del 26 aprile 2018, ma è stato pubblicato due giorni fa. Il 31 gennaio 2022 il filobus dovrà circolare. Il resto dei soldi, circa sessanta milioni, li metterà Amt. A costruire la filovia sarà la cordata di imprese guidata dal Consorzio cooperative costruzioni, di Bologna. «Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale siamo autorizzati a proseguire con i lavori e ciò avverrà entro autunno, anzitutto alla Genovesa, vicino al casello di Verona sud, dove ci sarà il deposito mezzi, poi in Borgo Roma, in via Centro, e tra stazione e stadio, in via Palladio», dice Francesco Barini, il presidente dell’Amt, stazione appaltante del filobus, che a fine giugno annunciò che il ministero delle infrastrutture e trasporti aveva approvato, con il suo Comitato tecnico, la variante al progetto. La filovia sarà a trazione completamente elettrica, con i fili all’esterno del centro urbano e senza all’interno, con batterie ricaricabili che a loro volta ricaricano i mezzi. Quattro le linee, due principali e due innesti, per totali 23 chilometri e 800 metri: una da San Michele allo Stadio, con un’asta da via del Capitel al rondò di via dalla Corte, in Borgo Trieste; l’altra dalla Genovesa a Ca’ di Cozzi, con innesto dal policlinico di Borgo Roma fino a viale dell’Agricoltura. Circoleranno 39 mezzi, da 18 metri, della Hess Carrosserie, capaci di 140 persone l’uno. I giorni di cantiere previsti saranno 1.200 e il 31 gennaio 2022 è «il termine ultimo per la messa in funzione dell’impianto», dice il Cipe. «Il ministero delle infrastrutture e trasporti vigilerà sull’attuazione della delibera, sollecitando i soggetti interessati ad adottare tutte le misure per una tempestiva realizzazione dell’opera». «Con il deposito alla Genovesa e con la nuova sede di Amt, si libererà lo spazio nella sede di via Torbido, a Porta Vescovo, la cui area verrà riqualificata», spiega Barini, ricordando poi che «ci sarà, a Veronetta, in via San Paolo, il portico pedonale di una cinquantina di metri, per far transitare i mezzi, e il sottopasso di via Città di Nimes. Confermata anche la videosorveglianza alle fermate e sui mezzi». La delibera del Cipe pubblicata in Gazzetta Ufficiale «dimostra ancora una volta il nostro modo di lavorare», dice il sindaco Federico Sboarina. «In sei mesi abbiamo messo a posto tutte le carte, invece che perdere tempo con inaugurazioni senza che nemmeno fosse a posto il progetto esecutivo, e abbiamo accelerato i contatti con il ministero insieme ad Amt. Ora sì che la filovia è una certezza. Come infrastrutture è il terzo importante obiettivo raggiunto in un anno, dopo l’accordo con la Regione per la variante alla statale 12 e il bando per progettare il nuovo casello di Verona sud». Resta, però, secondo il consigliere di Verona e Sinistra in Comune, Michele Bertucco, un grande nodo: «Come potrà entrare in funzione il filobus in assenza dei parcheggi scambiatori al Saval - doveva essere realizzato nell’ambito del progetto del traforo delle Torricelle - e a Verona Est (doveva essere realizzato nell’ambito del progetto del centro commerciale alla Cercola) rimane un mistero». •

Enrico Giardini
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