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22.03.2018

«Parlamentari, fate lobby per la città»

L’aula del Senato: i parlamentari veronesi a Roma sono in totale  18
L’aula del Senato: i parlamentari veronesi a Roma sono in totale 18

Tutti a Roma al lavoro per Verona. Questo è il primo messaggio che parte da Palazzo Barbieri e che il sindaco Sboarina rivolge ai 18 parlamentari veronesi che domani avvieranno la legislatura in Parlamento. Un appello trasversale che va oltre i confini di partiti e movimenti politici: un invito a lavorare insieme, a fare gruppo e lobby per portare a casa risultati per la città. «Fosse per me», dice Sboarina, «sarei il primo a organizzare un pullmino per 20 persone e andare tutti insieme dai ministri per vincere le partite per la città». E quali sarebbero? Quali sono le priorità da chiedere a Roma nel caos in cui riuscisse a partire un nuovo Governo operativo? «Il primo e più consistente capitolo è quello delle infrastrutture. Penso alla Tav, ai rapporti con Rfi, il Central park nello scalo merci e la variante alla Statale 12. Tutti temi sui quali i 18 parlamentari potrebbero agire di comune accordo per la città. In questo capitolo poi vanno inseriti anche i problemi per il rinnovo delle concessioni autostradali». L’altro grande problema per un’amministrazione comunale come la nostra, è il vincolo del patto di stabilità, che va in qualche modo superato. «È assurdo», prosegue il sindaco, «che una città come Verona abbia ancora 121 milioni di euro bloccati e che non può spendere per i vincoli del patto di stabilità. È una follia, un incubo». La proposta ai parlamentari è quella di attivarsi per modificare le regole e consentire ai Comuni di poter utilizzare i fondi almeno per una finestra dedicata alla sicurezza, voce sotto la quale poi possono essere organizzati interventi di vario genere, dalle strade all’edilizia scolastica. Noi chiediamo soltanto di poter utilizzare i nostri saldi: avessimo la possibilità di poterne spendere anche solo una parte, per prima cosa potremmo rifare strade e marciapiedi, la città verrebbe rimessa a nuovo». E sempre in tema di risorse, c’è il capitolo della Fondazione Arena: «Non si capisce perché la Scala abbia un trattamento di favore e noi, che abbiamo un teatro lirico all’aperto che comporta enormi spese di gestione e di produzione, non possa vedersi riconosciuto il proprio valore. È vero che in estate abbiamo un alto sbigliettamento, però abbiamo costi che alti teatri non hanno e teniamo viva la stagione invernale. Con un riparto del Fus più consistente», sottolinea Sboarina, «saremmo in grado di rimetterci a posto». Ci sono poi altri due temi di respiro più generale ma con immediati effetti a cascata anche in città. «Uno è l’autonomia del Veneto, che mi pare un tema ben avviato dal presidente della Regione Luca Zaia e suol quale c’è ampia convergenza di tutti i partiti nel sostenerlo. L’altro tema caldissimo e delicato è quello dell’immigrazione. Ormai il problema è la quantità di persone immigrate che si trovano sul nostro territorio: è urgente una legislazione più snella che consenta rimpatri in tempi brevi e decisioni rapide su chi ha diritto di restare e chi no. Questa deve essere la nuova filosofia di lavoro». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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