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04.09.2018

Sette famiglie isolate sulle colline di Quinzano

Luciano Piccoli, residente nelle case isolate sopra Quinzano e la strada divelta dall’alluvioneCosì era ridotta la strada durante la bomba d’acqua
Luciano Piccoli, residente nelle case isolate sopra Quinzano e la strada divelta dall’alluvioneCosì era ridotta la strada durante la bomba d’acqua

Una decina di case, il verde degli alberi tutt’attorno e i vigneti a fare da cornice. Un piccolo paradiso perduto, distante pochi chilometri dal centro città, nel quartiere di Quinzano. Ancor più perduto da sabato pomeriggio, il giorno nel nubifragio che si è abbattuto su Verona. Perché da allora l’unico modo per raggiungerlo, sulla punta più alta di via Cozzi, è a piedi, con buona pace delle sette famiglie che ci abitano e che da sabato sono completamente isolate. La strada che i residenti tra il civico 73 e l’83 di via Cozzi usano per arrivare a casa è, infatti, proprio il progno di Quinzano: la bomba d’acqua piovuta sulla città ha trascinato parte del letto del progno verso valle, facendolo sprofondare di oltre un metro e portando con sé sassi, detriti e fango. Il risultato è che quella strada non è più praticabile e che ora i residenti devono raggiungere la propria abitazione a piedi, facendo mezzo chilometro di cammino in salita tra le vigne, e sono costretti a portare i pacchi della spesa e ogni altra cosa pesante con delle carriole, avanti e indietro, senza poter utilizzare le auto. Ma nei giorni scorsi la situazione era decisamente peggiore. «Sabato, una volta passato il nubifragio, siamo scesi a vedere i danni e abbiamo capito che eravamo rimasti isolati», racconta Luciano Piccoli, uno dei residenti. «È stata una cosa spaventosa. La strada è affondata di oltre un metro. Inoltre, si era rotta una tubatura dell’acqua e tutte le famiglie sono rimaste a secco», prosegue Piccoli. «Abbiamo raccolto un po’ di acqua piovana in modo da utilizzarla per l’emergenza, perché non sapevamo quando il servizio sarebbe stato ripristinato: nel frattempo la Protezione civile ci ha portato un po’ di casse di acqua, ma fortunatamente già domenica sera il servizio è tornato funzionante». Ieri sono stati i vigili del fuoco a intervenire per aiutare le sette famiglie di via Cozzi, composte complessivamente da una ventina di persone, oltre a due aziende agricole, e lo hanno fatto portando a valle le auto rimaste bloccate in collina, in modo da consentire ai residenti di potersi almeno spostare per raggiungere il lavoro. «Le prime abitazioni qui sono state costruite 400 anni fa, ai tempi delle cave, e da allora si è sempre utilizzata questa strada», prosegue Piccoli. «Durante la giunta Zanotto era stato predisposto e approvato un progetto per costruire un percorso alternativo, dal costo di circa 850 mila euro, ma da allora non è più stato reso operativo». I residenti ringraziano la protezione civile, i vigili del fuoco, i vigili urbani e tutti coloro che sono corsi in loro soccorso in questi giorni, ma ora chiedono un intervento urgente per ripristinare la strada. «In questi giorni, peraltro, sta iniziando la vendemmia», aggiunge Silvano Fasoli, un altro residente, proprietario di alcuni vigneti. «Se non viene riaperta la via, come facciamo a portare giù l’uva?». Del caso si è discusso ieri a Palazzo Barbieri. «L’obiettivo è ripristinare quanto prima la viabilità per consentire ai residenti di accedere alle proprie abitazioni», ha spiegato l’assessore alla Sicurezza e Protezione civile Daniele Polato. Per poter far ciò, però, serve il via libera del Genio Civile, cui fa capo il progno di Quinzano. Possibilmente, in tempi celeri. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.TR.
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