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30.07.2018

«Non fermate la Tav del Veneto»

Alta velocità ferroviaria, è il momento della verità. Domani alle 14 il ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli illustrerà alla Commissione Lavori pubblici del Senato le linee guida del suo dicastero. Si parlerà, quindi, anche di Tav, e oltre alla Torino-Lione, al centro in questi giorni del dibattito nazionale, il ministro sarà chiamato a rispondere anche sulla prosecuzione della Brescia-Verona, di cui è già partito il primo cantiere a Lonato, nell’ambito della tratta Milano-Venezia e anche del corridoio del Brennero. Opere infrastrutturali sulle quali sembra però allargarsi sempre di più il solco tra la Lega che insiste per il proseguimento dei lavori e il Movimento 5 Stelle che parla di necessità di fare un’analisi costi-benefici. Intanto, i governatori leghisti Attilio Fontana, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga hanno già riferito al ministro Matteo Salvini le rimostranze degli imprenditori di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il senatore del Pd Vincenzo D’Arienzo, componente della Commissione Lavori pubblici, parla di «appuntamento decisivo e il ministro dovrà dirci quali sono le sue vere intenzioni sulla Brescia-Verona perché il nostro territorio ha bisogno di certezze non delle chiacchiere ideologiche dei grillini. Toninelli ci dovrà quindi dire se quest’opera la vuole rallentare o se non la vuole più. Gli chiederemo conto anche del futuro dei trasporti veneti per i pendolati e delle ripercussioni su Catullo e interporto di Verona nell’ambito dei piani nazionali su aeroporti e logistica» Franco Miller, presidente di Transpadana, il Comitato promotore dell’alta velocità, e delegato di Confindustria Veneto alle infrastrutture torna a lanciare un appello ai parlamentari veneti: «Quest’opera non è un capriccio ma un’esigenza del territorio, è l’unico corridoio che percorre la Valpadana in senso orizzontale e bloccare tutto sarebbe una disgrazia, per questo la preoccupazione di Confindustria è fortissima». Nella sua visita a Verona Matteo Salvini ha però detto che si proseguirà. «È vero, ma lo ha solo detto», esclama l’imprenditore veronese, «e intanto il Movimento 5 Stelle sta andando avanti con la sua linea politica catastrofica per l’economia, il turismo e il commercio di un’area che rappresenta il 70 per cento del Pil italiano...». «Fino a qualche settimana fa», continua il presidente di Transpadana, «sulla Verona-Brescia mi sentivo tranquillo perché era stato firmato il contratto tra General contractor e Rfi, e a Lonato era già partito il primo cantiere del primo lotto. Ma nelle ultime due settimane si sono accavallate notizie assai preoccupanti per le affermazioni dei 5 Stelle da sempre contrari all’opera attraverso il ministro Toninelli. E ciò crea non poche preoccupazioni tra gli imprenditori del Nordest. Già eravamo in grosso ritardo sull’infrastruttura ferroviaria Milano-Venezia e quando eravamo arrivati finalmente all’avvio dei cantieri si ferma tutto per un calcolo costi-benefici, è inaccettabile e assurdo e contro ogni logica basti pensare che il traffico merci con l’avvio della Tav si sposterà sulla linea storica e ciò è di importanza vitale visto che le autostrade sono ormai al limite della saturazione». «Oltre al danno economico immediato», conclude Miller, «si dovranno restituire i contributi in sede europea e poi c’è la questione delle penali». Si dice preoccupato anche il senatore di Fratelli d’Italia Stefano Bertacco: «Vedremo che dirà Toninelli, ma i fatti ci dicono che c’è la precisa volontà di bloccare la Tav». Il governatore piemontese Chiamparino lancia l’idea di un referendum. «Benissimo, ma noi», esclama Bertacco, «lo chiediamo da tempo che si esprimano i cittadini... Bloccare la Milano-Venezia sarebbe una follia soprattutto dopo che si sono già firmati i contratti». •

Enrico Santi
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