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18.12.2017

«Nessun palazzone sorgerà nell’area dell’ex distributore»

L’area dove sorgeva il distributore non può essere destinata a palazzoni o al residenziale
L’area dove sorgeva il distributore non può essere destinata a palazzoni o al residenziale

Marco Cerpelloni Piazzale Stefani, Dalle Pezze rassicura: «Nessun nuovo “palazzone” nell’area dell’ex benzinaio». «No a nuovi palazzi», avevano chiesto i residenti e per tutelare il futuro di quell’angolo ancora libero da costruzioni hanno raccolto 180 firme. E in soli tre giorni. La petizione era stata consegnata al parlamentino di via Villa nella sua prima seduta e le preoccupazioni dei cittadini erano accompagnate da una interrogazione posta da Paolo Padovani (Gruppo misto), coordinatore della commissione Attività economiche, mobilità e viabilità. Ora, dagli uffici di piazza Righetti, sede della seconda circoscrizione che amministra con Borgo Trento i quartieri da Parona a Valdonega, giunge l’attesa risposta che stempera i timori: «Nell’area dell’ex stazione di servizio non saranno costruiti palazzi residenziali o di altra tipologia». Lo dice la stessa presidente, Elisa Dalle Pezze, dopo un incontro con la direzione Attività edilizia del Comune. «È stato chiarito», dice la diriginte, «che l’area in oggetto è classificata dal Piano degli interventi quale “Attrezzature di interesse generale”, articolo 124 lettera K. Le aree così classificate sono destinate alle attrezzature e agli impianti tecnologici di interesse urbano come le centrali termoelettriche, le sedi, i depositi e gli impianti delle Aziende municipalizzate, Enel ed altro». «Quindi niente nuove costruzioni residenziali», precisa Dalle Pezze. «e neppure di altro tipo sono pertanto prevedibili nel quadro dell’attuale Piano degli interventi». Sul tavolo era stata posta anche la quiestione della chiusura di via Cefalonia che, di fatto, ha «bloccato» una possibilità di uscita verso l’ospedale. Prima dell’attuale recinzione, posta sul lato a sud della strada, era possibile attraversare il parcheggio creato per le attività commerciali della piastra monopiano ed immettersi nella rotatoria o imboccare la strada per via Bassini. Ora, l’accesso all’area di sosta per i negozi rimasti può avvenire solo da piazzale Stefani. Un danno non indifferente per le stesse attività commerciali. Sul lato verso via Cefalonia, infatti, è aperto il parrucchiere Tony, una bottega che è anche un museo: arredamenti anni ‘40 con esposizione di «pezzi» d’epoca. Un luogo ancora pulsante di vita e un riferimento per generazioni. Un negozio aperto non solo per il taglio, ma anche alle visite agli oggetti storici esposti, chiamando il 347.977.51.03. Sull’altro lato dello stabile, si trova un servizio di assistenza domiciliare ed ospedaliera. La riapertura di via Cefalonia, pertanto, non è solo una questione che riguarda il passaggio delle auto ma rigiarda pure un ulteriore accesso a queste attività. Il problema viabilistico, per residenti e commercianti, sarà portato dalla presidente Dalle Pezze e da Padovani all’Ufficio Mobilità del Comune per «chiarire la situazione ed approntare le necessarie misure». L’area dell’ex stazione di servizio di piazzale Stefani non è l’unica a preoccupare i cittadini. Poco distante, su via Mameli, si trova un altro ex benzinaio: la stazione di fronte ai giardini Lombroso. Essa si incontra sulla sinistra, giungendo da porta Trento. Su questo stabile - ad oggi abbandonato - sono state avanzate alcune ipotesi di riqualificazione: un info-point turistico o una rivisitazione dell’antica stazione ferroviaria Verona-Caprino in stile chalet. Quest’ultimo progetto propone di eliminare la strada a senso unico, con direzione San Giorgio in Braida, a favore di un giardino, che potrebbe diventare un plateatico verde annesso allo chalet. •

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