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07.08.2017

In corsia per assistere i malati

Anziani su un letto d’ospedale: tanti sono soli e bisognosi d’aiuto
Anziani su un letto d’ospedale: tanti sono soli e bisognosi d’aiuto

Il volontariato è abituato a guardare con attenzione al presente ed al futuro, dimenticandosi invece del passato, e di quanto bene ha fatto nel tempo. Ma è importante anche voltarsi indietro: era il 1987, trent’anni fa esatti, quando da un’idea della Vicaria diocesana di Verona centro è nata l’Avvo, l’Associazione volontari visitatori ospedalieri. Duplice l’esigenza del sodalizio: umanizzare maggiormente l’ospedale e organizzare un’assistenza agli ammalati con necessità di aiuto perché rimasti soli o con parenti che vivono lontano e non sono in grado di assisterli.

A trent’anni di distanza, queste finalità sono più necessarie che mai. E così, mentre si sta organizzando per il 13 ottobre la ricorrenza dell’anniversario, con il suo presidente, Francesco Collu, ripercorriamo l’attività di questa associazione, che vanta numeri assai significativi: «Abbiamo stimato che, in un anno, riusciamo ad assistere circa diecimila pazienti, con un’attività di circa 20mila ore di impegno volontario con circa 20mila pasti. Ma le richieste sono molto maggiori. La nostra presenza è necessaria soprattutto nelle Geriatrie, durante la colazione, il pranzo e la cena».

E il presidente non si nasconde che il regalo più bello che i veronesi potrebbero fare per i 30 anni sarebbe incrementare il numero di volontari.

Dal 1987, spiega Collu, «assistiamo gli ammalati ricoverati all’ospedale di Borgo Trento, in tutti i reparti. I nostri volontari hanno il camice bianco e il tesserino di riconoscimento, ma sono facilmente identificabili: sono una sessantina, età media tra i 30 e gli 85 anni, e passano alcune ore della giornata tra le corsie, aiutando chi non è in grado di mangiare, tenendo compagnia, spendendo qualche parola e regalando qualche sorriso».

La presenza di questi speciali volontari è richiesta dagli stessi operatori sanitari. Dice ancora Collu: «Basta un impegno settimanale e la disponibilità e la sensibilità per stare a contatto con la sofferenza e la malattia. Cerchiamo di rendere la permanenza in ospedale il più umana possibile, aiutando i malati in tutte le incombenze non sanitarie, intrattenendoli ed ascoltandoli, quando hanno il desiderio di parlare. Con grande prudenza, rispetto e discrezione».

Precisa inoltre il presidente Avvo: «Ci proponiamo di far sentire la persona importante, al di là della sua malattia, con la massima disponibilità e umiltà, senza interferire negli aspetti medico-sanitari». E conclude: «Dunque, cerchiamo volontari con una certa sensibilità, che sappiano cogliere le esigenze pratiche ma anche psicologiche dei malati. Posso assicurare, dopo 43 anni di impegno personale, che è un’esperienza che arricchisce molto chi la fa».

Per diventare un volontario Avvo si deve seguire un breve corso di formazione di base al volontariato sanitario con un aggiornamento sulle norme di sicurezza in ospedale. Pochi incontri, prima di incominciare sul campo.

La segreteria dell’associazione si trova nell’edificio dell’ospedale Geriatrico, all’ex Urologia, al terzo piano. L’orario va dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 11.30. Telefono 045.8341418, 339.2243682 oppure 333.8515180; e-mail: avvo.verona@virgilio.it.

Emma Cerpelloni
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