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mercoledì, 21 novembre 2018

Fondazione Arena nella bufera Si tratta per evitare lo sciopero

Alberto BozzaCecilia Gasdia con Gianfranco De Cesaris in ArenaMichele Bertucco

Una grandinata d’agosto destinata a lasciare il segno su una stagione che doveva segnare il rilancio della Fondazione Arena. Prima l’annuncio dello sciopero, che sarà preceduto da un volantinaggio, indetto da tutte le sigle sindacali e dalle Rsu che domani farà slittare di un’ora la recita della Carmen. E poi le voci, insistenti e non smentite, di tensioni all’interno dell’organismo che guida la Fondazione lirica. Si parla di una soprintendente, Cecilia Gasdia, accusata di gestione troppo personalistica e poco collegiale, tanto da portarla in rotta di collisione con il direttore generale Gianfranco De Cesaris. Indiscrezioni che né il sindaco e presidente della Fondazione, Federico Sboarina, né la sovrintendente vogliono commentare. Anche per non creare ulteriori tensioni. In queste ore si sta infatti tentando di ricucire lo strappo con i lavoratori e di evitare lo sciopero di domani. Non si fanno attendere, però, le polemiche politiche sulle sorti della più importante istituzione lirica cittadina. Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune stigmatizza l’«incapacità del Consiglio di indirizzo e del nuovo management di affrontare il confronto con le organizzazioni sindacali» e la «mancata elaborazione di strategie per un rilancio della Fondazione. Anzi», aggiunge, «ha commissionato all’esterno un nuovo piano industriale, l’ennesimo, senza mai confrontarsi con il sindacato». E Alberto Bozza, della Lista Tosi, parla di «nodi che vengono al pettine con uno sciopero in piena stagione lirica». «Non aiuta in questa situazione», continua Bertucco, «il clima sempre più teso tra la sovrintendente Gasdia e il direttore De Cesaris. L’ultimo scontro», afferma, «è avvenuto sul bando per la biglietteria dove la sovrintendente, fortunatamente, ha ottenuto le garanzie, fidejussioni e sponsorizzazioni, presenti nel vecchio bando che qualcuno voleva togliere». E conclude: «D’altra parte si sa che De Cesaris per l’amministrazione Sboarina doveva essere fin da subito il sovrintendente di Fondazione Arena, ma non aveva i requisiti previsti per legge e quindi si optò per Cecilia Gasdia e ora gli scontri fra i due sono ormai all’ordine del giorno e non crediamo che questo aiuti il rilancio di Fondazione Arena». Durissimo il consigliere comunale della Lista Tosi Alberto Bozza. «Ci dicevano strumentalmente e per pura propaganda», esclama nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Barbieri, «che avrebbero rilanciato la Fondazione Arena, ma oggi ci troviamo con uno sciopero proclamato in piena stagione lirica e con uno scontro tra la Sovrintendente Gasdia e il direttore generale De Cesaris, una situazione a dir poco imbarazzante e del resto i nodi vengono al pettine». Nodi, afferma l’ex assessore della Giunta Tosi, «di natura politica, anzi partitica». E aggiunge: «Gasdia, di cui non discutiamo la professionalità artistica, fu una nomina partitica, essendo lei di Fratelli d’Italia, vero partito del sindaco Sboarina. Sia chiaro», afferma, «non è illegittimo, ma perché spacciarcela per nomina di merito e di pura managerialità, dal momento che la Gasdia non è una manager, ma un grande artista, iscritta e candidata per Fratelli d’Italia? Per di più fu una nomina nata da un errore, poiché De Cesaris, seppur ottimo manager, non aveva i requisiti richiesti dalla normativa in merito al ruolo di sovrintendente, ma ora ci ritroviamo una confusione di ruoli e competenze...». E conclude con una provocazione: «Gasdia salverà la poltrona grazie all’appartenenza allo stesso partito di Sboarina?». •