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14.10.2018

Ex distributore, pesa il nodo della viabilità

Borgo Trento, per l’ex distributore di benzina di via Mameli sposata «l’idea filosofica». La riqualificazione dell’ex stazione di servizio, abbandonata da anni e nel degrado più totale, era tra i punti da discutere nella seduta nella commissione quarta presieduta da Matteo De Marzi (Battiti). La proposta sul tavolo giunge dalla consigliera Paola Bressan (Battiti) e vede il piccolo edificio trasformato in un punto di accoglienza turistica con annesso un ristoro. De Marzi e Bressan avevano disegnato lo stesso progetto quando erano rispettivamente consiglieri della terza e seconda circoscrizione. Solo una menzione della consigliera Elisa La Paglia (Pd), invece, per l’altra idea pervenuta in passato ed esposta dall’architetto artista Gabriello Anselmi con il collega Luigi Bello che ridisegna l’intero ambiente attraverso una rivisitazione dell’ex stazione ferroviaria Verona-Caprino, simile ad uno chalet. Ma, neppure sul primo progetto di creare un punto turistico con fermata autobus nel cuore di Borgo Trento c’è stato un accordo esecutivo: si è preferito «sposare un’idea filosofica». Lo ha detto l’assessore ai Lavori pubblici e Mobilità, Luca Zanotto (Lega nord): «La riqualificazione dello stabile va bene, ma non dimentichiamo le criticità di mobilità e traffico». Insomma, piace l’idea di mettere mano all’ex distributore ma c’è il nodo viabilità. Come dire che la via laterale utilizzata per svoltare a destra evitando il semaforo «non si tocca» e, quindi, decade parte del piano di riqualificazione. Si apre anche il tema del parcheggio e sembra che quell’area, oggi con auto in sosta in perenne disordine, sia davvero preziosa per i residenti. Eppure, la proposta iniziale di allargare l’area verde sino a comprendere l’ex stazione di servizio non dispiaceva ai cittadini. Potrebbe interessare anche ai turisti e l’assessore alla Cultura, Francesca Briani (Verona domani), ci vede l’opportunità di attrezzare questo luogo anche con aree pic-nic. Le auto parcheggiate non sono molte: una quarantina. E «potrebbero esserci altre soluzioni». Auto e traffico restano in primo piano e Alberto Bozza (Lista Tosi) punta sulla necessità di uno «studio viabilistico, se non è già stato fatto». Ma, una vera riqualificazione passa anche dalla mobilità sostenibile e lo afferma Marta Vanzetto (M5S): «Non si comprende quale ostacolo ci sia a porre un divieto di sosta nell’area». La ribattuta di Zanotto rimarca la necessità di posti auto per i residenti. Anche se, più volte gli stessi cittadini hanno denunciato la difficoltà di trovare parcheggio nei giorni lavorativi e durante le manifestazioni. Alla sera e senza eventi in città il problema è meno avvertito. A chiedere di togliere parte delle auto è anche la presidente della seconda circoscrizione, Elisa Dalle Pezze (Pd). Almeno attorno al grande olmo e ricorda che nello scorso febbraio il parlamentino ha accolto all’unanimità la proposta di salvaguardare la pianta, una delle più vecchie nel quartiere di Borgo Trento: ha quasi 200 anni e si trova nel lato ovest dell’ex stazione di servizio. Ogni giorno la pianta è minacciata dalle auto in sosta ed era stata chiesta un’area di rispetto nella zona di sviluppo delle sue radici. È ancora in attesa. •

M.CERP.
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