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27.10.2017

E il tribunale di Palermo
gli sequestra altri beni
Ora rischia la confisca

Il nome di Maria Anna Vaccaro, seppur incensurata, appare anche nel sequestro operato dal Gico della Guardia di finanza, il Gruppo investigativo antimafia di Palermo, risalente a poche settimane fa. Si tratta di una misura di prevenzione di beni ai fini di confisca, (ossia il passaggio di proprietà allo Stato ndr) inflitta al padre Giacomo, perché, riporta il decreto del tribunale di Palermo, il villino di Campofelice di Roccella , vicino a Palermo, i due fondi di 51 e 1026 metri quadri, di proprietà di Maria Anna della sorella e del padre, sono stati acquistati senza una copertura finanziaria lecita ovvero quando il padre Giacomo, era coinvolto in indagini di mafia, conclusesi poi con una condanna definitiva. Nel decreto della sezione delle misure di prevenzione del tribunale di Palermo, presieduto da Raffaele Malizia, si ripercorre la storia giudiziaria di Giacomo Vaccaro, 62 anni, peraltro risalente a diversi anni fa. Era il 2003, infatti, quando il sessantaduenne era stato condannato in via definitiva per il 416 bis che punisce chi è legato ad organizzazioni criminali di stampo mafioso. Il decreto poi spiega che il palermitano era accusato «di una soppressione di cadavere nel 1995 finalizzata al depistaggio di un omicidio di mafia e di violenza privata aggravata». Proprio nell’ambito di questo procedimento istruito dalla procura di Palermo, riporta ancora il provvedimento, sono emerse una serie di intercettazioni telefoniche «attestanti la vicinanza di Giacomo Vaccaro a Giuseppe Guttadauro, capo del mandamento del Brancaccio in relazione ad una serie di lavori e forniture che il Vaccaro, eseguiva tramite società ad esso riconducibili», si legge nel testo. Ci sono, infine, anche una serie di dichiarazioni rese da un teste che «indicano l’impresa del Vaccaro come beneficiaria di commesse imposte sul territorio della famiglia mafiosa». Ora i beni sottoposti a sequestro e di proprietà della famiglia palermitana rischiano la confisca e, quindi, il passaggio di proprietà allo Stato. Il tribunale di Palermo, infine, non ha accolto la richiesta della procura siciliana di sequestrare la tabaccheria, l’appartamento e due box sempre in via Vasco de Gama a Verona di proprietà dei Vaccaro, pari a 230.000 euro e acquistati nel primo trimestre del 2009. Questi beni, è emerso dagli accertamenti della Finanza, sono stati acquistati con capitali provenienti da un risarcimento per sinistro. La provenienza è lecita e, quindi, non possono essere sigillati.G.CH.

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