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mercoledì, 19 settembre 2018

Nozze di rubino
con polemica politica

Beatrice Verzè

Quarant'anni di matrimonio, un traguardo che senza dubbi merita di essere festeggiato. Ma se le celebrazioni sono promosse da realtà pubbliche, come i parlamentini del territorio, per i consiglieri di Verona Civica e del Pd della Quinta circoscrizione dovrebbero trovare spazio in luoghi che non abbiano alcun richiamo alla religione. Il consiglio della circoscrizione di Borgo Roma e Ca’ di David, con il voto contrario dei due partiti di minoranza, quest'anno ha stanziato 1.200 euro per festeggiare le “nozze di rubino“ delle coppie di Verona Sud.

Se solitamente la cifra veniva destinata a uno spettacolo teatrale, quest'anno si è optato per una messa e un rinfresco negli spazi del teatro Santa Teresa di via Molinara. Una decisione, arrivata su proposta della maggioranza, contestata prima durante la commissione per le politiche sociali dalla consigliere di Verona Civica Beatrice Verzè, e poi, in consiglio, anche da quelli del Partito Democratico Michele Bresaola, Sara Facci e Giorgio Bonanomi.

Per gli esponenti di opposizione, infatti, la scelta del luogo in cui tenere la cerimonia dovrebbe ricadere su una sala civica, per non discriminare chi avesse contratto un matrimonio non religioso. Evidenzia Verzè: «Un’istituzione non può promuovere e tanto meno farsi carico economicamente di un’iniziativa a sfondo religioso, andando per di più contro l’articolo 3 della Costituzione, che promuove la parità in questo ambito. Non si mette in dubbio la bellezza e l’importanza di festeggiare una ricorrenza così importante, ma si contestano le modalità che discriminano, usando soldi pubblici, sia chi non professa la religione cattolica, sia coloro che hanno celebrato un matrimonio civile».

Facci rincara la dose: «Nelle proprie iniziative un’istituzione pubblica deve mantenere il carattere laico e aconfessionale, così da garantire pari dignità e inclusione a chi professi una diversa religione o nessuna religione. Ecco perché abbiamo proposto che l'iniziativa si svolgesse in una sala civica, magari quella di San Giacomo, la più prestigiosa, al di fuori di strutture e cerimonie religiose». La consigliera del Pd trova del resto encomiabile la scelta di proporre per il rinfresco la cooperativa sociale “Gusto solidale“ e per il ricordo la consegna di una pergamena personalizzata dell’associazione Italiana Leucemie. E insiste: «Non è in discussione la festa dei 40 anni di matrimonio, iniziativa che riconosce il valore anche sociale di unioni consolidate».

Il presidente in Quinta, Raimondo Dilara, pone l'accento sulla volontà di fare lavorare una cooperativa del sociale, per unire la solidarietà ai festeggiamenti. E sottolinea: «La messa è destinata solo a chi vuole prendervi parte e naturalmente chiunque del centinaio di coppie del territorio sposatesi 40 anni fa è ben accetto, anche chi non si fosse unito in un rito religioso».