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04.07.2018

Morfina al neonato
Infermiera in aula
solo per lesioni

La polizia davanti all'ospedale di Borgo Roma
La polizia davanti all'ospedale di Borgo Roma

L’infermiera di Nogara accusata di aver somministrato morfina ad un neonato «rognoso» ricoverato a Borgo Roma, da ieri è più leggera, di sicuro meno pessimista riguardo alla sua posizione di «assoluta estraneità ai fatti» ribadita sempre, dal giorno dell’arresto fino all’udienza di ieri davanti al gup. Coerente con il suo proclamarsi innocente, non ha mai richiesto riti alternativi e ieri il giudice Laura Donati ha deciso di rinviarla a giudizio solo per lesioni aggravate, mentre l’accusa più pesante di «cessione di sostanze stupefacenti» è stata di fatto cancellata.

 

La donna era stata arrestata il 3 agosto scorso e mandata ai domiciliari inizialmente in una comunità e poi a casa, per un episodio avvenuto la notte del 19 marzo del 2017, quando il piccolo venne rianimato e intubato in emergenza, strappato a una crisi cardio-respiratoria potenzialmente letale. Ieri, al termine dell'udienza preliminare, il giudice ha disposto anche la revoca degli arresti domiciliari. Il processo si aprirà il prossimo 26 settembre.

 

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