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mercoledì, 21 novembre 2018

Altri allagamenti in città Esasperati i residenti

Un cortile allagato in via Masprone a Poiano, una delle zone più colpite dall’inondazione FOTOSERVIZIO DIENNE

A cinque giorni di distanza, un altro temporale, altri allagamenti, danni che si aggiungono a danni. Dopo il nubifragio che si è scatenato su Verona e provincia sabato scorso, la tempesta di giovedì sera ha completato il lavoro, fiaccando i nervi già provati delle centinaia di veronesi, che stavano pian piano rialzando il capo, dopo aver passato quasi una settimana a togliere acqua e fango, pulire, svuotare scantinati e buttare mobili ed elettrodomestici danneggiati. Tra le zone più colpite, ancora una volta, Arbizzano, Negrar, Poiano, Santa Maria in Stelle, la zona della Valpantena, dove molte cantine sono andate allagate, mentre a Mozzecane, lungo la statale 62, e in via Gabbiola a San Giovanni Lupatoto non sono mancati alberi pericolanti. Il temporale è iniziato intorno alle 22,15-22,30. I vigili del fuoco hanno lavorato fino all’alba per una ventina di interventi, utilizzando motopompe per liberare scantinati e cantine. A Poiano una delle strade più bersagliate dal maltempo è via Masprone. Al civico 5 i danni ormai non si contano più. All’interno del cancello, uno scivolo conduce verso la cantina-garage, che sabato scorso è stata completamente inondata. L’acqua arrivata dalla strada ha sfondato dapprima il cancello esterno, poi il portone di ferro dello scantinato e ha riempito tutto, fino quasi al soffitto. I mobili si sono tutti rovesciati e ora non sono più utilizzabili. L’auto che si trovava all’interno non funziona più. E ancora, i contatori sono saltati e per 24 ore l’elettricità non ha funzionato. La lavatrice, il freezer con tutti gli alimenti dentro, tutto da buttare. «Abbiamo passato una settimana a pulire e ieri, non è iniziato il temporale, in dieci minuti si è riallagato tutto. Mi veniva da piangere», racconta Elena Bombieri, corsa in aiuto della madre e della zia. «È un disastro. E Amia non ci ha nemmen o aiutato a rimuovere i mobili distrutti. Abbiamo provato a contattarli, ma niente». Gianni Belloni, al civico 1, a sua volta s’è visto allagare lo scantinato. «L’acqua era marrone come la cioccolata quand’è entrata dentro», racconta, intento a sistemare. «L’unico modo per evitare tutto questo è pulire i tombini. Basta guardarli per capire: lungo via Poiano sono tutti otturati e quando piove si crea un fiume, che finisce dritto in via Masprone e allaga tutto. Anche Anna Signorini, al civico 8, giovedì notte è rimasta in piedi fino all’una per pulire. Per la seconda volta, dopo sabato scorso. «Appena è iniziato a piovere, il giardino si è allagato e dalle bocche di lupo l’acqua è scesa nelle cantine: stavolta tre su sei si sono allagate», racconta la Signorini. «Non era la prima volta che succedeva, quindi ormai io non custodisco più nulla di valore lì. Altri però hanno vere e proprie taverne, dotate anche di elettrodomestici, e ora non mancheranno i danni». Gli allagamenti hanno interessato l’intero territorio di Poiano. Non è stata risparmiata la baita degli Alpini, né il supermercato Grisi. «L’acqua è entrata sia sabato, sia giovedì sera, nel magazzino, nelle stanze posteriori e persino all’ingresso del negozio», spiega Andrea Zorzi, responsabile del punto vendita. «Fortunatamente non abbiamo subito danni rilevanti, ma i disagi non sono mancati». Un’altra delle vie flagellate dall’alluvione è stradella Franche, sempre a Poiano. Loretta Leprotti da cinque giorni sta lavorando ininterrottamente per sistemare la sua cantina. «Sabato scorso l’acqua ha raggiunto un metro e mezzo di altezza dentro il mio scantinato e ieri, dopo che finalmente ero riuscita a sistemare un po’, si è allagato tutto di nuovo». La storia che racconta Loretta è una storia bella, fatta di umanità, di solidarietà tra vicini di casa, ma anche di «ingiustizie», come ci tiene a sottolineare. «I vigili del fuoco di Vicenza, intervenuti in soccorso di quelli di Verona, sono rimasti qui fino alle 4 per togliere l’acqua. Il pozzetto interno era pieno zeppo. Sono stati bravissimi», racconta la donna. «Qui nel quartiere c’è stata una grande solidarietà. Alle 2,30 c’erano 10-12 persone che mi aiutavano a portare fuori l’acqua con i secchi. I vicini sono stati tutti gentili e questo mi è stato di grande conforto, ma c’è qualcosa, invece, che mi ha fatto molto male», prosegue. «Lunedì, quando ho chiamato Amia per chiedere se potevano rimuovere almeno i rifiuti più ingombranti, come i mobili, mi hanno detto che mi sarei dovuta arrangiare. Così, con una vicina, ho lavorato ore per separare il vetro, dalla plastica, dal secco, ma poi ho scoperto che non per tutti è stato così. In una casa qui dietro, è arrivato il furgone Amia e ha portato via tutto. Questa è un’ingiustizia e dev’essere denunciata». • © RIPRODUZIONE RISERVATA