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04.02.2019 Tags: Giulio Lenotti , Andrea Oliva , Verona , Sergio Endrigo , Alter Ego

AlterEgo, l'ultimo ballo
«Qui si è rimasti un po' Peter Pan»

È l'alba la gente continua ad uscire. C'è chi si ferma a guardare Verona che si sveglia, chi sale in macchina per un viaggio di diverse ore per tornare a casa.

L'AlterEgo ha appena chiuso la sua ultima serata, un addio che ha portato sulle Torricelle migliaia di persone per un evento come non si vedeva da anni. Mettendo a dura prova il traffico nelle strade che portano alla discoteca, salendo sia da Porta Vescovo che da Borgo Trento, perchè alla fine nessuno voleva mancare. I parcheggi si riempono in fretta, ci sono anche camper da Bolzano e Torino e auto che vengono dall'Emilia. E poi tanti, tantissimi veronesi. Pochi giovani rispetto agli over 30, 40 e pure 50, in un abbraccio di generazioni incredibile per la serata conclusiva dopo 30 anni di attività dell'AlterEgo.

Il club più discusso e amato di sempre a Verona, una delle discoteche più famose in Italia per la musica elettronica. C'è la coda già poco dopo le 23, nessuno vuole rischiare di rimanere fuori per la notte di addio, qualcuno ci mette parecchio ad entrare e si ferma a guardare quell'ingresso, forse perchè è da tanto che non ci mette piede o forse perchè sa bene che sarà l'ultima volta.

La musica riempie i locali, i battiti del ritno non danno tregua. In consolle si alternano i dj che hanno fatto la storia del club, da Gucci a Morrison, da Martini a Dionigi («molti hanno provato a copiarci, nessuno ci è riuscito per davvero)» fino al super ospite Ralf, la gente passa dalla main room al privee per non perdere nulla. Foto e soprattutto video a non finire provando a catturare qualcuna delle mille emozioni, perchè alla fine della serata tutto quello che è stato AlterEgo non ci sarà più. Cè pieno di gente, ma tutto fila liscia, all’interno e all’esterno del locale. Quando inizia ad albeggiare però la musica non è ancora finita.

La chiusura però è una doppia perla. Nella main room Ralf mette «Disperato Erotico Stomp» di Lucio Dalla, in privee invece chiude il titolare Giulio Lenotti, che quando suona è Giulio Lnt: e lui mette la struggente «Io che amo solo te», lo splendido pezzo di Sergio Endrigo. La gente è un po’ spiazzata, assieme ai suoni filtra la prima luce del sole. «Bello chiudere con qualcosa di felice», racconta Lenotti, anche se in realtà più di qualcuno ha gli occhi lucidi, accompagnato da Andrea Oliva - per anni l’uomo forte dell’AterEgo, nella sua ultima canzone. Che si chiude con «io ho avuto solo te/e non ti perderò/e non ti lascerò...io che amo solo te/io mi fermerò/e ti regalerò/quel che resta della mia gioventù».

Per tanti quella se n’è andata, ma di ricordi ce ne sono tanti da mettere via. In quel locale sulla collina che comunque ha fatto la storia della musica a Verona e che ora si trasformerà in qualcos’altro. Un ristorante, un b&b, un locale comunque in cui fare musica ma in modo diverso, questo ancora non si sa e dipenderà dal proprietario. AlterEgo intanto chiude un’avventura lunga oltre trent’anni. Fuori rimangono le ultime persone e qualche camper, in attesa che Verona si svegli. Da oggi senza la sua discoteca più famosa. •

Luca Mazzara
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