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19.08.2018

Una pagella d'oro per una ragazza d'oro
E ora Francesca ha un sogno...

Francesca Zeba con la copia dell'Arena del 4 agosto
Francesca Zeba con la copia dell'Arena del 4 agosto

Francesca, una «Pagella d’oro» che fa volare. Sono dieci anni che L’Arena dà lustro agli studenti top degli istituti superiori veronesi e sono anni che Loreta Benin, che fa l’insegnante, le legge con attenzione «per vedere a che punto sono arrivati i miei studenti», spiega.

Sabato 4 agosto, con sua enorme sorpresa, ha letto il nome di Francesca Zeba, sua figlia: «Ovviamente sapevamo che il primo anno di superiori di Francesca era andato bene, avevamo in mano la pagella, ma, lo ammetto, per noi genitori è stata una scoperta poter collocare Francesca lì dove l’abbiamo trovata, e cioè al secondo posto».

 

Francesca, che ha 16 anni e abita con la famiglia a Bonaldo di Zimella, ha frequentato la prima A al liceo delle Scienze umane al polo liceale Guarino Veronese di San Bonifacio: è una ragazzina nata con la sindrome di Down e una cecità che due difficili interventi chirurgici (il primo dei quali a soli tre mesi di vita) hanno trasformato in un residuo visivo di un decimo.

«Con la scelta della scuola superiore abbiamo semplicemente dato ascolto a Francesca, contro tutto e contro tutti. E lei, iniziando il suo percorso per obiettivi differenziati e costruendo il traguardo più importante, cioè stare bene a scuola e non la qualifica, ha dimostrato di avere ragione. Ha imparato tantissime cose», racconta mamma Loreta, «ma soprattutto lo ha fatto in maniera positiva, senza alcuno stress». «Ecco», aggiunge Loreta, «Francesca ha insegnato a noi a scoprirla come persona e insegna a tante altre famiglie con le nostre o con altre difficoltà, a fidarsi degli altri, ad affidarsi anche, perché l’autonomia e l’emancipazione si costruisce anche così».

 

Allo stupore di mamma Loreta e del papà Gian Franco Zeba, Francesca s’è fatta una risata: «Ovvio che sono sul giornale! A scuola son famosa e poi voglio fare il capo del paese!». A farselo raccontare da lei, questo primo anno scolastico, è tutta una lode: «Bellissimo il tragitto il pulmino, belle le materie, fantastico far religione col mio prof simpaticissimo, simpatica la mia classe», sintetizza.

Mamma e papà, invece, si commuovono a leggere i pensieri che la classe di Francesca ha voluto donarle nell’imminenza delle vacanze estive: «Sei diventata coraggiosa!», le ha scritto Elisa, «Vinci la tua paura!» l’incoraggiamento di Palak e poi una pioggia di complimenti per la sua simpatia. «Francesca è stata fortunata ad incontrare a scuola il professor Angelo Grimaldi (referente per l’inclusione al Guarino Veronese, ndr), gli assistenti Sebastiano Testini e Annalisa Altruda, la sua lettrice Irene De Francisci», dice la mamma. «E ho imparato a scrivere piccolo!», esulta Francesca brandendo il suo smartphone. I genitori la guardano stupiti: «Glielo abbiamo insegnato fin da piccola che bisogna guadagnarsi tutto e lei ha fatto per prima un grandissimo lavoro», dicono a una sola voce.

 

PER FRANCESCA, al momento, l’unico futuro concepito è quello che coincide con la scadenza di una promessa e con la ripresa della scuola. All’ultimo punto dedica giusto una smorfia, mentre per la promessa si illumina: «Ascoltavo Rovazzi e ho scoperto il Gianni (Morandi, ndr). Me ne sono innamorata, so tutte le sue canzoni, sono andata al concerto il 25 aprile!», racconta tutto d’un fiato. La promessa? Sta nel nome di un paese: «C’è scritto qua sul biglietto», sentenzia recuperando dalla porta del frigorifero il grande appunto che ha scritto lei stessa: «Monghidoro!» (paese natale di Morandi, ndr).

Il sogno più grande? Incontrare lui, «il Gianni» che da un poster veglia sul suo sonno tutte le notti.

Paola Dalli Cani
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