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13.01.2019

Troppi ragazzini «marinano» la scuola
Arriva Scot, il cane «anti-berna»

L’educatrice Francesca Gambini con il cane Scot (Diennefoto)
L’educatrice Francesca Gambini con il cane Scot (Diennefoto)

Troppi studenti marinano la scuola a Legnago. E in città, arriva il cane «anti-berna», per convincere i ragazzi a non saltare le lezioni. Sono almeno una trentina, infatti, i vari «Lucignolo» che, quotidianamente, all'insaputa di insegnanti e genitori, anziché seguire i compagni nei quattro istituti superiori e all'Enaip, preferiscono trascorrere la mattinata in bar, sale giochi, al centro commerciale o ai giardini pubblici.

 

Senza contare quelli che, una volta giunti in stazione, salgono sul treno per spostarsi nelle città più vicine. Tale fenomeno, più evidente a Porto, dove si concentra la maggior parte delle scuole, ha assunto particolare rilevanza negli ultimi anni. Anche perché il polo delle superiori legnaghesi, con i suoi oltre 4mila studenti, è uno dei più frequentati della provincia. Dalle prossime settimane, quindi, «Scot», un labrador tinta chocolate di tre anni, al guinzaglio di due educatori, percorrerà le vie del capoluogo per avvicinare i giovani «allergici» ai banchi di scuola.

 

Quest'originale applicazione della «pet terapy», volta a contrastare in maniera alternativa la dispersione scolastica, è promossa dalla cooperativa sociale «Aretè» , nell'ambito del progetto «Scarpe Diem». Tale programma, sostenuto da un fondo nazionale privato, coinvolge, nel Veneto, una fitta rete di partner, tra cui appunto la coop legnaghese. A portare «a spasso» Scot e a dialogare con gli studenti ci penseranno gli educatori professionali Francesca Gambini e Daniele Serinolli.

 

«Si tratterà», evidenzia Gambini, «di una semplice passeggiata nei luoghi dove più spesso i ragazzi si radunano dopo aver marinato la scuola, come la stazione, le zone commerciali, esercizi pubblici e parchi. Ogni volta che incontreremo uno di loro, con la scusa di fargli accarezzare «Scot», cercheremo di capire le motivazioni che lo hanno spinto a disertare le lezioni, facendo comprendere le conseguenze negative a lungo termine di tale scelta sbagliata». 

F. T.
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