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08.02.2019

Tre semafori in 400 metri: proteste

Provinciale 500, strada molto trafficata anche da camionSemaforo «intelligente», ovvero collegato a sensori di velocità
Provinciale 500, strada molto trafficata anche da camionSemaforo «intelligente», ovvero collegato a sensori di velocità

«La nuova onda verde non ci convince. La soluzione ai problemi del traffico pesante non può essere l’aggiunta di due nuovi semafori». L’installazione di due semafori «intelligenti» all’ingresso e all’uscita di Zimella, per obbligare i veicoli a rallentare e ridurre così la pericolosità della provinciale 500, non piace a una parte dei residenti della frazione. Nei giorni scorsi, a Zimella, è stata indetta un’assemblea pubblica per discutere dei rischi provocati dal traffico pesante che attraversa il centro della frazione. La strada che collega Lonigo a Cologna, infatti, è percorsa ogni giorno da centinaia di auto, moto, furgoni e camion, spesso a velocità sostenuta. I tamponamenti, gli incidenti e le uscite di strada sono frequenti. L’ultimo episodio in ordine di tempo, anche se fortunatamente non è avvenuto in centro abitato ma qualche centinaio di metri prima, è stato il ribaltamento di un camion rimorchio che ha richiesto l’intervento di due autogru e il blocco della circolazione per due ore sulla provinciale. Quando fu concepita, l’allora Statale 500, non aveva la portata di oggi, perciò fu realizzata con una larghezza piuttosto contenuta. Su entrambi i lati della carreggiata sono sorte case e negozi, fabbricati che, con il passare del tempo e l’aumento del traffico, si sono ritrovati soffocati da smog e rumori e danneggiati da vibrazioni. I cancelli delle abitazioni sono sfiorati tutti i giorni da «bisonti» a sei o a dieci ruote che a volte non rispettano il limite dei 50 chilometri di velocità e destano molta preoccupazione. L’amministrazione comunale, dopo aver incontrato la popolazione alla presenza del responsabile della Polizia locale a novembre del 2017, ha optato per un progetto tecnologicamente avanzato eppure semplice nella concezione. Verrà installato un primo semaforo all’incrocio tra via Stazione (provinciale 500) e via Moraron, l’altro invece verrà messo tra via Stazione e via Callesella. I due impianti, situati a 400 metri l’uno dall’altro, saranno collegati da un sistema di telecomunicazione senza fili. Il tratto che divide i due semafori dovrà necessariamente essere percorso dai conducenti a 50 chilometri orari, altrimenti scatterà il rosso che costringerà ad arrestare i veicoli troppo veloci per attendere di nuovo il verde. Questo sistema di sincronizzazione delle lanterne semaforiche si chiama «onda verde». Il semaforo che è ora in funzione, che regola l’immissione dei veicoli da via Molini in via Stazione, facendo scattare il rosso sulla strada ad alta percorrenza in caso di presenza di mezzi sull’incrocio di via Molini, rimarrà comunque in funzione. «È mai possibile che in 400 metri di strada ci troviamo ad avere la bellezza di tre semafori?», si sono chiesti i cittadini che hanno preso parte alla riunione. «Si creeranno ancora più intasamenti e code; inoltre, le frenate e le successive accelerazioni di autotreni e auto faranno salire il livello d’inquinamento ambientale e acustico», hanno obiettato. «Sarebbe stato meglio portare avanti il progetto della rotonda tra la SP 500, via Molini e via Toledo», ha riferito il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Piubello, che abita a poca distanza dalla «strada maledetta». Piubello ha anche ricordato che «quando il vicino Comune di Lonigo si batteva per la realizzazione di una circonvallazione in grado di eliminare dal proprio centro storico il traffico pesante, anche Zimella avrebbe dovuto muoversi per ragionare su una viabilità alternativa. Ora che Lonigo ha risolto i suoi problemi non si preoccupa certo di quelli del nostro Comune», ha osservato. Di diverso avviso il vicesindaco Vincenzo Bonato. «È tardi per protestare contro i nuovi semafori, visto che stiamo per andare in appalto e abbiamo già sottoscritto la convenzione con la Provincia per il finanziamento di gran parte dell’opera», spiega. «Il rondò era una soluzione percorribile, tuttavia gli abitanti del centro di Zimella ci avevano spronato a proseguire con l’idea dei semafori». Bonato, infine, sottolinea come Zimella «abbia dovuto pagare lo scotto di scelte sbagliate a livello di Piano regolatore». «Le amministrazioni precedenti potevano puntare su uno sviluppo naturale degli insediamenti residenziali nelle campagne sotto l’argine destro, invece si è voluto ingrandire i quartieri ad est, riversando traffico e problemi sulla provinciale». •

Paola Bosaro
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