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01.02.2018

Viene travolto da una barra Muore un operaio di 41anni

I carabinieri lasciano l’acciaieria «Aso Sps» dove è avvenuto l’infortunio
I carabinieri lasciano l’acciaieria «Aso Sps» dove è avvenuto l’infortunio

Stefano Nicoli La pesante barra d’acciaio su cui stava eseguendo alcuni lavori di manutenzione si è sganciata improvvisamente dal supporto e l’ha travolto colpendolo rovinosamente alla testa. Un impatto devastante, che non ha lasciato scampo a Maurizio Cossu, un operaio bresciano di 41 anni, vittima, nel primo pomeriggio di ieri, di un infortunio sul lavoro accaduto alla «Aso Sps» di Vallese di Oppeano. Malgrado i soccorsi tempestivi e i disperati tentativi di salvargli la vita, l’uomo è morto praticamente sul colpo. E nell’acciaieria di via Salieri, che fa capo all’omonimo gruppo siderurgico di Ospitaletto (Brescia), l’attività è stata interrotta bruscamente da una tragedia su cui sono in corso accertamenti da parte dei tecnici del Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spisal) dell’Ulss 9 Scaligera, giunti sul posto con il personale del 118 e i carabinieri della stazione di Oppeano. Erano le 13.40 quando il 41enne, dipendente di una ditta esterna - la «Idro Tecno Garda Impianti» di Salò - era intento a sistemare, assieme ad un collega, la barra su cui vengono agganciati gli anodi per eseguire la cromatura. Di punto in bianco, un’operazione di routine, eseguita in tante altre occasioni dall’operaio nel corso di interventi periodici, è culminata nel dramma. Stando alle prime verifiche, la spranga, pesante diversi quintali, si è mossa staccandosi da uno dei due supporti a cui era ancorata alle estremità. A tradire l’uomo potrebbe essere stata una distrazione, una manovra errata o un guasto: tutte ipotesi al vaglio dei funzionari dello Spisal inviati dal distaccamento di Bovolone. In attesa di chiarire la dinamica di quanto è successo nello stabilimento di Vallese, l’unica certezza rimane la terribile fine fatta da Cossu, che non era sposato e viveva con gli anziani genitori a Salò. La massiccia asta di metallo gli è piombata sul capo ed il 41enne è passato in pochi istanti dalla vita alla morte. Un destino atroce contro il quale nulla hanno potuto fare i medici precipitatisi nell’acciaieria specializzata nella produzione di barre e tubi cromati per il movimento terra, l’agricoltura e il settore eolico, che dà lavoro ad un centinaio di addetti. Il colpo è stato infatti talmente violento da risultare fatale all’operaio bresciano, che si è accasciato al suolo tra lo sconcerto e la disperazione dei suoi colleghi e dei dipendenti della «Aso Sps». Una volta che i soccorritori hanno constatato il decesso del manovale, i carabinieri di Oppeano, coordinati dal luogotenente Giuseppe Vicari, hanno avvisato il magistrato di turno, la dottoressa Maria Federica Ormanni. La quale ha disposto l’ispezione esterna del cadavere in attesa di rilasciare il nulla osta per la sepoltura. La salma di Cossu è stata quindi trasferita nelle celle mortuarie dell’ospedale «San Biagio» di Bovolone. Solo in quel momento, al titolare della ditta bresciana per cui lavorava lo sfortunato 41enne, è toccata l’incombenza più difficile e dolorosa. Ossia dare la terribile notizia ai genitori dell’uomo a cui hanno espresso il proprio cordoglio anche i titolari e le maestranze della holding bresciana «Aso Group». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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